Sul referendum un interventismo non super partes

Lettere al direttore
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A consultazione terminata, vorrei sottoporre un quesito che mi accompagna da giorni: è corretto che un presidente del Consiglio faccia campagna per spingere gli elettori a schierarsi secondo il suo pensiero? (che, a mio avviso, neanche dovremmo conoscere, se il presidente suddetto è super partes).

Chiara Albertini

Cara Chiara, le categorie del «corretto» e «scorretto», in politica, sono gracili e soggette al relativo delle proprie simpatie. A differenza di quello della Repubblica, il presidente del Consiglio rappresenta tutti, ma non è super partes, per cui decide se e come schierarsi in base all’opportunità. Cosa abbia poi comportato il suo interventismo starà agli analisti appurarlo. Magari, se l’onorevole Meloni non si fosse espressa così massicciamente e con toni vivaci, la vittoria del «No» sarebbe stata più schiacciante; forse invece il «Sì» avrebbe giovato di una minore politicizzazione. Resta un dato di fatto: la competizione accesa ha favorito la partecipazione e la partecipazione è un indicatore di buona salute per la democrazia. Onore al fronte del «No» che ha vinto, senza scordare che per quanto riguarda la nostra provincia e regione è il «Sì» ad aver ottenuto la maggioranza. Chi canta vittoria se la goda, ma sia cauto. E viceversa. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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