Lettere al direttore

Strade bresciane. Un capitolo da far vergognare

Ora la magnifica Corda Molle è diventata a pagamento, nonostante le diverse visite pastorali del ministro (in)competente negli anni scorsi. Magari non lo ricordate, ma è quello che fatica ad esprimersi. Quello che abbozza gesti. Povero, fa quello che può. Tuttavia, le opere di accesso (rotonde, rampe, cavalcavia) rimangono degne di un Paese del Quarto Mondo. Vi chiedo cortesemente di puntare i riflettori sull’ennesimo capitolo increscioso che riguarda le «strade» bresciane. Autovie Padane si prodiga per comunicare urbi et orbi come il traffico giornaliero sulla Corda Molle non sia diminuito nonostante la gabella. Sarebbe utile ricordare come anche le condizioni delle vie d’accesso alla Corda Molle siano rimaste invariate, mulattiere piene di buche e prive di asfalto erano e tali sono rimaste. La Provincia di Brescia, responsabile della strada non si muove (il cartello al cimitero di Borgosatollo recita «Sp23 km6"), i Comuni di Ghedi e Borgosatollo si rimpallano responsabilità e fanno timidi solleciti di intervento all’Ente. Intanto il privato incassa, si guarda bene dal dare una mano per opere accessorie (servirebbe forse un giorno per fresare e riasfaltare il tratto) e gli automobilisti si godono le strade bresciane non a pagamento. Corda Molle era nata per alleggerire il traffico nella fascia a sud di Brescia. Con l’accesso libero, la strada diventava uno sfogo per la direttrice nord-sud. Da marzo 2026 in poi le due rotonde del casello di Brescia Centro e Poncarale sono tornate ad essere intasate dai lavoratori di ritorno verso casa. Le code arrivano sino al passaggio a livello si San Zeno. Doveva essere un’opera che avrebbe consentito uno scatto in avanti ad un territorio davvero oberato dal traffico. In un amen, si è fatto un salto indietro di vent’anni.

Matteo Bossoni

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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