Sfida culturale a Fiumicello. La Romanino c’è

Lettere al direttore
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Leggiamo sul GdB+ l’articolo «Tra identità storica e nuove etnie: la sfida culturale di Fiumicello», che regala una fotografia non proprio idilliaca del quartiere. In particolare si restituisce una sommaria ed inesatta immagine della scuola secondaria di primo grado Romanino, evidenziando in poche righe solo gli aspetti negativi, senza un confronto con i docenti e la dirigente. Perciò riteniamo doveroso smantellare quest’immagine poco veritiera e cercare di restituire dignità alla scuola ed al personale che ci lavora quotidianamente. Nella scuola Romanino la percentuale di stranieri sfiora il 100%: è vero, ma questo non rappresenta un ostacolo; la maggior parte dei ragazzi iscritti ha frequentato le nostre scuole primarie e conosce e capisce l’italiano. Il percorso di apprendimento parte dal consolidamento delle abilità di base (lettura, scrittura, comprensione del testo), ma lo fa attraverso i contenuti delle diverse discipline scolastiche, in un’ottica di interdisciplinarità. Nella scuola Romanino si vive l’integrazione giorno per giorno: nella stessa classe convivono diverse etnie impegnate nel rispetto delle stesse regole, nella condivisione degli stessi spazi e soprattutto nel confronto guidato dai docenti in ogni momento di difficoltà. I ragazzi si fidano dei loro insegnanti e li ragguagliano su situazioni di screzi e tensioni che nascono al di fuori della scuola: insieme si discute e si cerca di trovare una soluzione, privilegiando dialogo e comprensione, ma mettendo in atto anche misure di contenimento più severe in caso di necessità. Nella scuola Romanino non c’è dispersione scolastica: i nostri ragazzi frequentano le lezioni con regolarità e le famiglie ripongono nella scuola la massima fiducia, ritenendola importante per la formazione e l’educazione dei loro figli. Negli anni il rapporto con le famiglie si è consolidato e maturato: conosciamo i ragazzi uno a uno e concordiamo con i genitori qualsiasi intervento educativo. Nella scuola Romanino non c’è rallentamento dei programmi: come scuola statale siamo tenuti a seguire le indicazioni nazionali e i nostri curricoli sono in linea e in fase di adeguamento con le Nuove Indicazioni nazionali che andranno in vigore a partire da settembre 2026; utilizziamo gli stessi libri di testo di tutte le scuole secondarie di primo grado, ma proponiamo versioni facilitate per i ragazzi Nai (neo arrivati in Italia inseriti nel sistema scolastico italiano da meno di due anni) i quali seguono lezioni di alfabetizzazione italiana con un docente specifico. Adottiamo gli stessi libri nelle due sezioni per agevolare i fratelli che frequentano classi diverse e cerchiamo di mantenere lo stesso libro di testo per più anni, per non pesare economicamente sulle famiglie. Nella scuola Romanino le famiglie italiane e quelle straniere ben integrate non iscrivono più i loro figli: voci infondate del quartiere, magari di chi non ha mai avuto figli alla Romanino, hanno alimentato negli anni la nomea di scuola di serie B; la Romanino non è un ghetto e ci spiace per quelle famiglie che non condividono con noi la sfida educativa che ci chiede la società del futuro. Una parola sui docenti e sulla dirigenza: nella scuola Romanino lavorano 22 docenti di cui 17 di ruolo che garantiscono una continuità didattica da molti anni; qualcuno è in servizio in questa scuola da 18 anni, i più giovani da più di tre anni, segno che per noi la scuola Romanino non è una scuola di passaggio, ma una realtà che merita un costante investimento di forze e professionalità. Anche la nostra dirigente è al nostro fianco dal 2018 perché crede fermamente nella missione educativa non solo della scuola Romanino, ma di tutto l’Istituto Comprensivo Ovest 1 che con le scuole dell’infanzia e primarie attua interventi educativi e formativi di inclusione e integrazione valutati e deliberati dall’intero Collegio docenti e dal Consiglio d’istituto. Siamo veramente stanchi di questi attacchi subdoli e continui, ma non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare questa scuola, anche solo per la gioia di incontrare giovani adulti perfettamente integrati nella società, con un lavoro e magari una famiglia che hanno frequentato la Romanino e che tornano volentieri per salutare e per ricordare, a volte, anche «quella solenne sgridata».

Alessandra Mattanza
Responsabile del plesso e vice preside A nome di tutti i docenti della scuola Romanino

Cara professoressa, comprendiamo la vostra stanchezza, notando però che non cala l’orgoglio per quanto fate e la passione nel difendere ciò che vi sta a cuore. Ne siamo ammirati. I nostri complimenti. Sul resto, non arrabbiatevi: in ogni limite, come in un gheriglio di noce, è nascosta un’opportunità. L’aver riportato una voce critica riguardo la vostra scuola ha permesso oggi di darvi abbondantemente parola, facendo conoscere meglio una realtà che merita di esser raccontata nel dettaglio. Grazie per averlo fatto, vi siamo vicini. (g. bar.)

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