Se spariscono le vecchie «buche» delle lettere

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Le scrivo per segnalare la mancanza di cassette postali nel mio quartiere; abito in via Elia Capriolo. Di recente sono state chiuse diverse cassette postali; in via Calatafimi, fronte tabaccheria, in via Grazie in via Santa Caterina fronte ufficio postale, chiuso in precedenza, con gravi disagi. Ed altre ancora. Io abito in via Capriolo e per mia sfortuna soffro di problemi di deambulazione. Ho scritto al direttore, Ufficio clienti, ma niente risposta.
Giambattista B.
Brescia
Gentile lettore, temo che le cassette postali - quelle belle cassette rosse che hanno rappresentato per due secoli la capillarità del servizio postale pubblico nelle vie cittadine e nei nostri paesi - siano destinate, nelle intenzioni dei fornitori del servizio, a fare gradualmente la fine delle cabine telefoniche. E cioè sparire. Ma mentre la massiccia e pervasiva diffusione dei telefonini ha di fatto soppiantato del tutto l’uso del telefono fisso per strada (non a caso si parla di «telefonia mobile» per i cellulari), non così la corrispondenza postale, anche se drasticamente ridotta dall’uso delle email. Con la chiusura delle «buche» della posta, diventa sempre più complicato spedire anche solo le cartoline augurali di Natale (in questo periodo), per chi ancora a una certa età ci tiene ad inviare un pensiero ad amici e conoscenti, sfidando gli epici ritardi spesso registrati. A fronte di un servizio postale sempre più all’osso (si legga anche la lettera seguente) ci sono due paradossi. Il primo: con il boom dell’e-commerce (l’acquisto via Internet) si sono moltiplicati i punti di ritiro automatico dei pacchi, in gergo locker. Il secondo: se un buco nero attende le «buche» postali, in compenso dalle Poste oggi si può acquistare... l’energia elettrica (sic!). Con tanti saluti alle care cartoline... (g.c.)
Giambattista B.
Brescia
Gentile lettore, temo che le cassette postali - quelle belle cassette rosse che hanno rappresentato per due secoli la capillarità del servizio postale pubblico nelle vie cittadine e nei nostri paesi - siano destinate, nelle intenzioni dei fornitori del servizio, a fare gradualmente la fine delle cabine telefoniche. E cioè sparire. Ma mentre la massiccia e pervasiva diffusione dei telefonini ha di fatto soppiantato del tutto l’uso del telefono fisso per strada (non a caso si parla di «telefonia mobile» per i cellulari), non così la corrispondenza postale, anche se drasticamente ridotta dall’uso delle email. Con la chiusura delle «buche» della posta, diventa sempre più complicato spedire anche solo le cartoline augurali di Natale (in questo periodo), per chi ancora a una certa età ci tiene ad inviare un pensiero ad amici e conoscenti, sfidando gli epici ritardi spesso registrati. A fronte di un servizio postale sempre più all’osso (si legga anche la lettera seguente) ci sono due paradossi. Il primo: con il boom dell’e-commerce (l’acquisto via Internet) si sono moltiplicati i punti di ritiro automatico dei pacchi, in gergo locker. Il secondo: se un buco nero attende le «buche» postali, in compenso dalle Poste oggi si può acquistare... l’energia elettrica (sic!). Con tanti saluti alle care cartoline... (g.c.)
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