Scuola I.C. Rudiano. Una garanzia di buona qualità

«Cancella i giorni che non vuoi ricordare, cancella tutto quel che ti ha fatto male e tieni soltanto i giorni migliori, tieni le gioie, quei colori e sapori» (R. Maffoni, «Vorrei sapere»). Chi vi scrive e andrà a testimoniare, è un marito, un papà fortunato ad avere una moglie insegnante della primaria I.C. Rudiano. Sì, perché questa scuola è un nome e una garanzia. A parte il bel programma educativo dell’anno, a primavera si svolge questa magnifica giornata di festa. Festa in tutti i sensi, per i ragazzi, per i genitori e per le maestre. Facendo due parole con la maestra Gabriella, ella mi conferma con assoluta fermezza che si è educatori per tutta la vita. L’amore riposto nei confronti dei più piccoli che devono essere ancora scolarizzati dovrebbe essere considerato «Patrimonio Universale». Vedere questi piccoli, che non fanno distinguo di razza, colore, etnia, è cosa da rimanere senza fiato, ogni tanto dovremmo imparare da queste magnifiche creature. Bambini e genitori, in questa giornata, si sono cimentati in prove visive, olfattive e tattili, quasi fossero i sommelier della scuola. Grandissima è stata l’affluenza dei genitori, pure loro affascinati da questa esclusiva metodologia. Tengo a precisare che tante sono le notti in bianco per fare programmazione di questa giornata. Dietro «le quinte» si respira tutt’ora la difficoltà nel far interagire bambini proiettati in questa nuova realtà, da pochi mesi. I risultati poi a breve termine si possono vedere e tastare. Detto questo non finirò mai di ringraziare le maestre che fanno «il gioco sporco» dell’educare, lasciando in un cassetto, pregiudizi e poca riverenza da parte anche degli addetti ai lavori. Credo ancora che di brave maestre ce ne siano davvero tante, e tante di esse, vedendo questi straordinari risultati facciano tesoro d’esperienza. A fine giornata, la speranza che un mondo migliore sia alle porte è tanta! Concludo ringraziando tutte le maestre che ogni giorno educano in silenzio, senza pretendere mai un piccolo riconoscimento istituzionale. Grazie di cuore da parte di un marito, papà e genitore affascinato dalla vita scolastica.
Gianfranco Galli
Orzinuovi
Caro Gianfranco, sarà che abbiamo raggiunto l’età del disincanto, sarà che siamo refrattari a qualsiasi smanceria da Baci Perugina, sarà che al romanticismo sdolcinato preferiamo la solidità della concretezza, ma la sua è una delle più belle dichiarazioni d’amore che sia capitato di leggere. Nei confronti di sua moglie, innanzi tutto, ma di riflesso per tutta la categoria a cui appartiene, quella degli insegnanti, e per l’istituzione che rappresentano, la tanto vituperata eppure altrettanto essenziale scuola. Su un punto, in ogni caso, concordiamo pienamente: di brave maestre ce ne sono davvero tante. Per fortuna.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
