Raccolta rifiuti. Nostra zia multata per errore d’orario

Volevo segnalare alla sua attenzione un episodio che ha molto addolorato e sconcertato la zia che abita a Botticino Mattina. La zia è un’anziana di 88 anni che vive da sola, si è trovata alle prese con le rigidità delle regole della raccolta differenziata vigenti nel Comune. Botticino ha adottato il sistema della raccolta differenziata porta a porta, con regola di portare all’esterno dell’abitazione il rifiuto da raccogliere rispettando un certo orario. La zia, non essendo informata dei cambiamenti intervenuti recentemente, ha portato all’esterno il rifiuto prima del tempo, circa un’ora. Questo per evitare di uscire con il buio, avendo anche problemi di deambulazione. Il risultato finale è stato di una multa di 60 euro. Non c’è stato niente da fare, nemmeno dopo la telefonata con il sindaco per spiegare la situazione. Per una pensione, la cui entità vi lascio immaginare, anche 60 euro sono importanti. Trovo personalmente la cosa davvero eccessiva e quindi ingiusta. Credo che un minimo di elasticità sia un requisito fondamentale per chi gestisce la cosa pubblica, sicuramente se si lascia troppa libertà poi va a finire che i cittadini ne approfittano. Alla zia si poteva anche fare un richiamo scritto e lei sicuramente ne avrebbe tenuto conto. Vi ringrazio per lo spazio che vorrete dare alla presente, confidando che serva a far riflettere. Scrivo a nome di mia moglie Cinzia che è la nipote e che settimanalmente va a trovare la zia a Botticino e noi abitando a Lumezzane non possiamo conferire i rifiuti nell’orario giusto.
Giuliano SaleriCaro Giuliano, lo scopo è proprio quello che auspica: far riflettere. Non tanto, o meglio, non soltanto chi abita a Botticino, bensì tutti gli amministratori pubblici che si occupano di raccolta rifiuti. Il caso della zia di sua moglie è emblematico e lei stesso dà indicazione di quello che sarebbe stato un provvedimento ragionevole: un richiamo scritto, senza procedere subito alla multa. Allargando il perimetro invece, c’è da chiedersi se sia corretta la tendenza che avanza, cioè il tentativo di imporre ordine e disciplina a suon di sanzioni. Una domanda per la quale non abbiamo verità in tasca, ma che ci piacerebbe discutere. Da parte nostra ci limitiamo ad evidenziare che conferire correttamente i rifiuti è una questione di educazione e il servizio pubblico dovrebbe favorire lo smaltimento, non complicarlo o renderlo arduo. Il rischio altrimenti è che i cittadini per bene abbiano il terrore di sbagliare ed essere puniti, com’è accaduto a vostra zia, mentre nei boschi e a bordo strada si accumulano schifezze, senza che i responsabili paghino dazio per uno scempio che, quello sì, meriterebbe severità estrema. (g. bar.)
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