Lettere al direttore

Quella bandiera sul Mortirolo non deve stare

Alla fine della guerra di liberazione, tra il 10 aprile e il 2 maggio 1945, in Alta Valle Camonica ci fu la seconda battaglia del Mortirolo: per la seconda volta, patrioti delle Fiamme Verdi resistettero agli attacchi degli invasori nazisti del Terzo Reich di Hitler e dei loro alleati fascisti della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini tra i quali i militi della Legione «M» Tagliamento. Sabato 25 aprile, con alcuni familiari ed amici, sono salito in Mortirolo ed ho visto che vicino al cippo della Legione «M» Tagliamento, costruito su terreno concesso dal Comune di Monno, sventolava la bandiera della Repubblica Italiana. Se non si configura apologia del fascismo, c’è abuso della bandiera tricolore poiché nell’articolo 12 della Costituzione, collocato tra i principi fondamentali, è scritto che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano e, come è stato sottolineato dalla Corte Costituzionale, nell’ottica democratica essa rappresenta «simbolicamente un certo Paese, l’identità di un determinato Stato e se mai, anche l’ideologia che la maggioranza del popolo di quest’ultimo accetta e propone al confronto democratico» (sentenza 189/1987).

Pier LuIgi Fanetti

Brescia

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