Punto nascita e reparto Urologia. Destini opposti
In questi giorni si sta chiudendo il punto nascita della clinica Sant’Anna. Il gruppo San Donato può addurre a sua giustificazione il calo delle nascite e il fatto che già altri ospedali abbiano preso decisioni analoghe. Tuttavia si perde un mondo di esperienze, sensibilità, valori, rappresentato da medici e infermieri che per anni hanno seguito le mamme in momenti decisivi. Nella clinica, sullo stesso piano, c’è anche il reparto di Urologia che si prende cura soprattutto di anziani. Si va dunque dai primi giorni di vita agli ultimi anni. Qui non si registra un calo, anzi le richieste di ricovero sono sempre numerose. Anche in questo reparto agisce un mondo di competenze e sensibilità, incarnato da persone che si prendono cura. Sicuramente è più gratificante prendere in braccio un neonato che piange anziché chinarsi su un anziano, chiuso nelle sue paure. Eppure quanta disponibilità ho potuto constatare qualche giorno fa! Medici e infermieri entravano nelle stanze col sorriso, chiamavano i pazienti per nome, spiegavano quello che stavano per fare, mantenevano la calma anche di fronte a chi non capiva e minacciava di strapparsi i dispositivi medici. Erano in gran parte giovani che, come con un abbraccio, riuscivano a contenere e guidare chi era disorientato facendogli ritornare il sorriso. È importante che questo mondo non vada perduto, ma sia riconosciuto per quanto dona ogni giorno con naturalezza. In questo modo la medicina sa andare al di là della malattia e cogliere la persona. Grazie!
Francesco Tomasoni
Roncadelle
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


