Portafogli perso. Ecco come me l’hanno restituito

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Domenica primo marzo mi reco al ristorante «la Vineria», nel centro di Brescia e, all’uscita, non m’accorgo con disappunto di avere dimenticato lì il mio portafogli. Tornata a casa ricevo una cortese telefonata dalla responsabile dell’Esselunga di via Milano, signora Monica Pizzali. La signora, accertatasi che ero stata nel ristorante di cui sopra, m’informa che il personale del ristorante ha trovato il mio portafoglio e lo ha consegnato al cuoco signor Luca Pellizzon. Il signor Pellizzon aveva trovato nel mio portafogli documenti e tessera Esselunga, così telefona ad un negozio Esselunga e riceve la risposta che, per la privacy, non possono dargli il mio numero telefonico, ma il signor Luca non si dà per vinto e chiama un altro negozio Esselunga, quello di via Milano, dove la signora Monica Pizzali risponde: «C’è la privacy, ma la telefonata posso farla subito io». Ecco brillantemente aggirato il veto e superato il problema della privacy. Ho recuperato subito il mio portafogli e felice di aver incontrato persone così premurose e capaci, desidero ringraziarle anche tramite il nostro giornale. P.S. Nessuno al ristorante, ha voluto accettare una ricompensa per il grosso favore prestatomi.

Liana Martinello

Cara Liana, sovente riportiamo episodi di qualcosa che urta, che non va, in particolare di come burocrazia e formalismi si mettano di traverso. Ecco perché ci fa piacere doppio ricevere lettere come la sua, che dimostrano come sono le persone a fare la differenza, sempre. Ed averli citati ciascuno per nome e cognome le fa onore, sia perché così ha riconosciuto loro un valore, sia per aver dato la possibilità a noi di avere un esempio da seguire, non soltanto un’idea di cui convincerci. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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