Lettere al direttore

Poliambulanza. Grazie Nadia, così sarà ascoltata

Ho letto con grande attenzione la lettera della signora Nadia e desidero innanzitutto ringraziarla. Le sue parole ci richiamano a un aspetto essenziale: per un paziente oncologico la cura non è fatta solo di farmaci, terapie e competenze professionali. È fatta anche di tempi, di spazi, di accoglienza, di rispetto della fatica e della fragilità che ogni percorso di malattia porta con sé. Siamo consapevoli delle difficoltà segnalate. Nel 2010 Fondazione Poliambulanza ha realizzato una nuova area dedicata all’Oncologia, che allora rappresentava una risposta importante e adeguata ai bisogni dei pazienti. Da allora, però, il numero delle persone che si rivolgono alla nostra struttura è cresciuto in modo molto significativo. Questo è certamente un segno di fiducia, ma è anche un elemento che oggi rende evidente la necessità di spazi più adeguati. Vorrei tuttavia sottolineare un punto per noi fondamentale: in Oncologia non abbiamo liste d’attesa e accogliamo tutti i pazienti che si rivolgono a Poliambulanza. È una scelta precisa, perché sappiamo che in questo ambito il tempo non è una variabile organizzativa come le altre, ma parte stessa della cura. Questa scelta, però, determina inevitabilmente una pressione importante sugli spazi e sull’organizzazione quotidiana. Non lo neghiamo e non intendiamo minimizzare il disagio vissuto dai pazienti. Al contrario, lo riconosciamo come un tema reale, sul quale stiamo lavorando. Come è visibile anche dall’esterno dell’ospedale, Fondazione Poliambulanza sta portando a termine un importante intervento di ampliamento della struttura. Questo ci consentirà in futuro di garantire spazi più adeguati anche all’Oncologia Medica e di accompagnare meglio una crescita dei bisogni assistenziali che, negli anni, è stata molto significativa. Alla signora Nadia, e attraverso di lei a tutti i pazienti oncologici, desidero quindi esprimere gratitudine per la fiducia e anche per la franchezza. Le sue parole non cadono nel vuoto. Ci ricordano che la dignità della persona deve restare sempre al centro, anche quando la complessità organizzativa rende più difficile dare risposte immediate.

Marcellino Valerio

Direttore Generale Fondazione Poliambulanza

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