Persa mia moglie ho trovato chi ha colmato un vuoto

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Desidero esprimere pubblicamente, tramite il suo giornale, un sincero e profondo ringraziamento alla famiglia Ventura di Rezzato. Due anni fa è venuta a mancare mia moglie Rosanna, da allora Angelo, Graziella e Bruno si sono presi cura di me con una generosità che raramente si incontra. Ogni giorno mi invitano a pranzo, senza mai mancare, nemmeno nei fine settimana. Un gesto che, per chi si trova ad affrontare la solitudine, ha un valore immenso. Sapendo che mia figlia vive a Montichiari ed è impegnata con il lavoro, hanno colmato con affetto e presenza un vuoto difficile da sopportare. Non si limitano all’ospitalità: sono sempre disponibili anche ad accompagnarmi a visite mediche in caso di necessità, offrendo un sostegno concreto e continuo. Il loro comportamento è per me motivo di profonda commozione e riconoscenza. Con il cuore colmo di gratitudine desidero dire grazie pubblicamente, perché esempi come il loro meritano di essere conosciuti. Le persone buone esistono, e io ho la fortuna di averle accanto.

Francesco Vono
Rezzato

Caro Francesco, nell’uovo di Pasqua la sorpresa più bella l’ha messa lei, condividendo questa lettera a tinte pastello, d’una delicatezza che apre una breccia in chiunque abbia un cuore. Ci ha commosso, davvero. Sia per la famiglia Ventura, esempio di aiuto al prossimo ed ospitalità (come sarebbe bello che già oggi, giorno di Pasqua, dimostrassimo eguale sensibilità, invitando a pranzo o anche soltanto a mangiare una fetta di colomba, un vicino o qualcuno che altrimenti rimarrebbe da solo a casa: un piccolo gesto ma di vera risurrezione). Sia per lei, che riconosce la bontà e non ha imbarazzo a dichiararla pubblicamente. Un abbraccio, forte, e auguri, a tutti. (g. bar.)

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