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Lettere al Direttore

Nuova piazza: inaugurazione con sorpresa


Lettere al direttore
24 giu 2010, 06:00

Il 2 giugno è stata inaugurata la nuova Piazza S. Paolo, in Flero. Una piazza considerevole di primo acchito; poi, la sorpresa. Il percorso, in dolce salita, attiguo alla scalinata della Chiesa e riservato al transito del furgone funebre, è rasente alle finestre di abitazioni familiari: ad ogni funerale, il passaggio del carro funebre emette gas di scarico che «penetra» nelle finestre (site in basso, quasi al limite della carreggiata) creando lamentele degli abitanti il caseggiato. Sempre citando quel tragitto, alcuni ragazzini lo hanno scambiato per un lungo scivolo del parco giochi; difatti, con le loro biciclette, si divertono a scorrazzare, inconsapevoli di un rischio: a fine discesa c'è un muro! Chiedo alla Giunta comunale se desidera lasciare tutto così com'è oppure cercare nuove soluzioni. Ma la sorpresa, mia e propria, la individuo in un'ampia lastra marmorea dove, in essa, un'opera poetica composta, appositamente, da un parente del celeberrimo e amato poeta Giovanni Pascoli, non ha «sentore» di qualcosa di maturo; inoltre, laddove s'esprime: «Salve o Flero terra ricca di virtù...» vanno obbligatoriamente due virgole per staccare nettamente un inciso, sia esso una frase o una parola sola. Ho trascritto e inviato codesta opera in un forum letterario per conoscere recensione o giudizio da qualche esperto in poesie; la prima risposta mi è giunta da Caserta, da un ex supplente universitario, signor Ugo Mastrogiovanni, anch'egli poeta. Mi è utile, per conoscenza, diffonderla tramite giornale, anche ai fleresi e forestieri di passaggio. Ecco come si è espresso: «Sembra strano, ma la poesia è una disposizione infantile a stupirsi, è una innata qualità quasi irrazionale dell'uomo che esplode a tempo debito senza infamia e senza lode; quando la si concepisce così, si può apprezzare anche l'opera di Guardino Pascoli. Il proporsi di questo autore mi sembra molto autentico, anche se semplice nei tratti e nelle enunciazioni. È palese il suo legame e la sua devozione per Flero e tutto sembra incastonato in un mosaico delicatamente composto. Un'opera fresca, spontanea, senza pretese che basa in questo il suo valore».

Gianmarco Dosselli
Flero

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