Noi, cinquantenni tagliati fuori Dateci una mano

Lettere al direttore
Lettere al direttore
AA


Mi permetto di scriverle, spinta oramai dalla disperazione e dallo sconforto, nella speranza che la lettera venga pubblicata.

Ho 57 anni, così come mio marito, pochi per andare in pensione, (non abbiamo ancora abbastanza contributi e poi chissà se riusciremo ad averla una pensione), troppi, invece, a quanto pare, per entrare ancora nel mondo lavorativo. Una figlia a carico che frequenta il liceo.

Siamo tra quelle persone che hanno perso il lavoro (che già era precario) durante la pandemia e che adesso faticano molto per trovare qualcosa, qualsiasi cosa. Nonostante la laurea, il diploma, attestati vari e molte esperienze in svariati campi.

La maggior parte dei bandi sono rivolti agli under 35 o agli over 65. La fascia centrale sembra non esistere, soprattutto se sei over 50; tantissime le richieste mandate che non hanno ricevuto nemmeno una risposta.

Recentemente abbiamo partecipato ad un colloquio per un tirocinio con la dote-comune; gli esaminatori si sono meravigliati del fatto che con tutte le nostre esperienze e competenze non avessimo un lavoro, però poi anche loro hanno scelto qualcun altro, forse più giovane, chissà...

Tanti i colloqui con persone che occupano posti che per loro sono un secondo o terzo lavoro, tutto ciò è veramente sconfortante.

Non abbiamo mai chiesto aiuti, siamo andati avanti fino ad oggi con i nostri risparmi, chiediamo solo un lavoro, che c’è, ma a noi, forse per l’età, sembra essere negato; siamo i nuovi invisibili. Non voglio addentrarmi nell’argomento favori politici/raccomandazioni che sembra essere ancora molto in voga in Italia, si aggiungerebbe sconforto allo sconforto. Abbiamo invece fatto molto volontariato e lavori gratuiti, per quelli sembra invece non esserci nessun vincolo d’età.

Sento molti ministri dire che la disoccupazione è notevolmente calata e che stanno facendo un buon lavoro per il Paese... Mah! Forse io e mio marito viviamo su un altro pianeta o forse siamo totalmente invisibili... La disperazione, lo sconforto e la depressione quelle sono invece visibilissime e palpabili ogni giorno sempre di più...
G.

Carissima,

le diamo voce, anche se meriterebbe un volto e occhi da guardarci dentro, per comprendere il dramma che vivete, la sensazione di invisibilità e impotenza che fanno da anticamera alla disperazione.

No, non vivete su Marte, ma tra noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo o, peggio, qualcuno lo sa e gira la testa dall’altra parte.

In questi giorni il nostro Giornale sta conducendo una campagna sacrosanta, uno squillo di trombe per capire se il Sistema Brescia esiste ancora e ha la forza di destarsi. Vale per i grandi temi, ma pure per l’attenzione ai cittadini, compresi gli ultimi, chi per sventura o accidente è finito fuori dall’ombrello di protezione e non c’è modo che vi rientri.

In questo caso però non sono necessari nomi illustri, istituzioni o pressioni altolocate, basterebbero uno o due imprenditori di cuore, disposti ad ascoltarvi, conoscervi, considerando la possibilità di aiutarvi. Sarebbe una goccia, ma in fatto di bene varrebbe un mare. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Condividi l'articolo

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato