Multa per errore ma che problema farla annullare

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Vorrei segnalare un fatto increscioso a proposito delle multe elevate per mancato pagamento del biglietto dei trasporti pubblici di Brescia. Premetto che abitiamo ad Azzano Mella e che per l’utilizzo dei mezzi pubblici usiamo il biglietto integrato extraurbano/urbano (obbligatorio). Il giorno 8 novembre mia figlia, salita sull’autobus di linea ad Azzano Mella oblitera regolarmente il biglietto alla macchinetta situata sul bus, purtroppo non verifica la data e l’ora riportata (ma chi lo fa?). Arrivata a Brescia, sale come di regola, sulla linea del bus urbano n. 2 ed oblitera anche qui il biglietto integrato, come previsto. Durante la corsa salgono i controllori e contestano a mia figlia la non corrispondenza delle date e dell’orario delle timbrature del suo biglietto integrato. Infatti la data impressa dall’obliteratrice dell’autobus extraurbano della Saie riportava il 5 e non l’8 novembre. Naturalmente mia figlia ribadisce che il biglietto lo aveva regolarmente timbrato quella stessa mattina alle ore 8,15. A questo punto mi attivo presso la Saie e mi confermano dopo qualche giorno che in effetti si era verificato un guasto alla macchina obliteratrice dell’autobus. Del che mi rilasciano una dichiarazione in cui viene evidenziata questa condizione. Purtroppo però questo non è sufficiente agli uffici di Brescia Mobilità per annullare la multa elevata a mia figlia. Pertanto chiedono che per un eventuale annullamento mi devo recare presso i loro uffici con l’originale del biglietto, la multa, il documento di identità di mia figlia e la dichiarazione della Saie. La mia contestazione che la dichiarazione è già in loro possesso, così come la copia del biglietto e la multa e che in fondo la multa è stata fatta per il mancato funzionamento della obliteratrice e non per negligenza del passeggero. Ora io mi chiedo se è corretto che due società che svolgono un servizio pubblico non possano dialogare tra di loro ed evitare tutti questi disagi ai cittadini che lavorano e che peraltro pagano correttamente il biglietto di trasporto. La sottoscritta pertanto dovrà prendere un permesso dal posto di lavoro per andare presso i loro uffici. Spero che gli uffici di Brescia Mobilità leggano questa mia segnalazione e prendano le dovute iniziative per casi simili ed evitare il ripetersi di queste modalità operative.

// Anna Seano
Azzano Mella
Gentile lettrice, con ogni probabilità la procedura seguita dall’ente che deve annullare la sanzione comminata a sua figlia - alla verifica - risulterà avere tutti i crismi della legittimità regolamentare. Certo è che la trafila burocratica imposta a un cittadino per un errore dovuto al malfunzionamento di un apparato (pur gestito da un ente partner), non è di sicuro un buon spot per l’utilizzo del mezzo pubblico di trasporto. Anzi, sortisce l’esatto contrario, vanificando tanti investimenti in campagne promozionali. Basterebbe questa semplice considerazione perché, in generale, chi gestisce un servizio, si adoperasse per facilitare invece che intralciare, la soluzione di casi relativamente lineari come quello descritto nella sua lettera. (g.c.)

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