Missioni lunari, come mai solo ora? I miei sospetti

Quando qualcuno afferma che quasi sessanta anni fa, con i mezzi di allora, l’uomo sulla Luna non ci è mai andato, ma era tutta una messa in scena, viene preso per pazzo, antistorico, complottista od altro. Dopo così tanto tempo e con i progressi di scienza e tecnologia oggi dovremmo arrivarci ad occhi chiusi, eppure sono anni che si continua a rinviare la prossima missione adducendo le più varie scuse e non per motivi di costi ma sempre inerenti al fatto che stanno perfezionando mezzi ed equipaggi. E allora nel 1969, praticamente l’età della pietra rispetto ad oggi, come hanno fatto ad atterrare sulla Luna? Non è che gli antistorici ed i complottisti avevano ragione?
Cesare GandagliaBorgo San Giacomo
Caro Cesare, ci scuserà se la facciamo spiccia. In casi come questo il dubbio è sempre lecito, a patto che si voglia capire e non banalmente fermarsi al sospetto. Ciò che dal 1972 ha tenuto gli esseri umani lontani dalla luna sono ragioni comprensibili. La prima concerne le motivazioni: alla fine degli anni Sessanta la sfida per conquistare la luna era parte integrante della «guerra fredda» e non si badò a dispiegare risorse umane ed economiche. La Nasa, per dire, riceveva il 4% del budget federale, ora fatica a raggiungere lo 0,5. Il secondo concerne gli standard di sicurezza: allora ci si accollava un rischio che oggi sarebbe considerato intollerabile. In più si sono scelte priorità diverse, concentrando l’esplorazione spaziale all’orbita terrestre bassa, anche con motivazioni militari (il programma per uno «scudo spaziale»). Ora, di diverso, ci sono le condizioni geopolitiche, con le velleità della Cina a fare da propulsore, e il passaggio dai viaggi lunari all’intenzione di stabilire presenze permanenti, ipotizzando l’estrazione di materiali utili alle moderne tecnologie. Con buona pace dei complottisti.
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