Le pensioni basse ed i vitalizi dei parlamentari

AA

 Dal Giornale di Brescia del 6 marzo 2011, ho appreso che a causa del boom dei prezzi e tariffe, quest'anno, le famiglie italiane, saranno gravate da un aumento di spesa notevole. Il Settentrione in particolare con quasi 1.000 euro al mese. Il Meridione, dove il costo della vita è più contenuto, con circa 650 euro/mese. Se pensiamo all'inarrestabile perdita del potere d'acquisto del denaro e che le pensioni sono aggiornate annualmente con ridicoli incrementi e a posteriori di aumenti del costo della vita già avvenuti, per i pensionati il futuro si prospetta sempre più difficile. Per associazione d'idee mi è allora sovvenuto che verso la fine dello scorso anno, un deputato propose di annullare lo scandaloso vitalizio che spetta ai parlamentari dopo soli cinque anni di legislatura. Scandaloso veramente, se si pensa che i lavoratori devono versare 40 anni di contributi per avere diritto a una pensione in genere di gran lunga inferiore a quella di 3.000 euro al mese maturata in cinque anni dagli appartenenti alla «casta». Vi sono casi ancor più eclatanti di parlamentari che percepiscono il vitalizio pur non avendo maturato i cinque anni di legislatura ma, per essere breve, basterà indicarne uno per tutti. Risulta che una vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in parlamento, percepisce l'assegno di reversibilità. Andare a chiedere ai parlamentari di eliminare uno dei loro vari, ingiustificati privilegi, mi sembra veramente ingenuo: infatti, su 520 votanti, ben 498 hanno votato contro la proposta che pertanto è decaduta. Sono malizioso se penso che il suddetto deputato ha solo voluto mettersi in bella mostra verso gli elettori ben sapendo, visto che il suo stesso partito non l'ha sostenuto compatto come sarebbe stato auspicabile, che la lodevole proposta sarebbe rimasta lettera morta? Voglio però dare ancora fiducia a questa «mosca bianca» che avrebbe fatto risparmiare ben 150 milioni di euro ai contribuenti italiani se la sua proposta fosse andata in porto. Si faccia promotore per raccogliere le firme volte all'abrogazione dello scandaloso privilegio. Senza alcuna fatica ne raccoglierà migliaia in breve tempo e a furor di popolo. Sarà allora lampante il suo merito e la buona fede così rara in molti suoi colleghi.

Luca Croce
Brescia

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato