La vera domanda è a chi giova la mossa Vannacci

Lettere al direttore
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Matteo Renzi ha dichiarato che il partito fondato da Vannacci, drenerà voti alla coalizione di centrodestra, aumentando così le probabilità di vittoria della coalizione di centrosinistra, alle prossime elezioni. Fatichiamo a credere che l’astuto ex premier non abbia colto che il vero rischio è invece l’esatto contrario. La mossa di Vannacci apre scenari nuovi e favorevoli al governo in carica. Infatti, una parte del cospicuo bacino degli astenuti, soprattutto nel campo conservatore, di matrice liberale, potrebbe tornare ai seggi, votando per una coalizione di centrodestra, esteticamente più centrista e moderata, posto che a destra di Meloni si collocherebbe un partito più a destra del suo e la Lega tornerebbe finalmente ad essere la portatrice degli interessi delle regioni del nord, i cui governatori hanno sempre visto Vannacci come il fumo negli occhi. Ad elezioni (ri)vinte, il centrodestra avrebbe inoltre a disposizione in Parlamento un drappello di deputati di estrema destra, da blandire in caso di necessità, magari quando, nel 2029, dovrà essere eletto il successore di Mattarella. E a sinistra? Parafrasando Erich Maria Remarque potremmo dire: «Links nichts Neues!».

Germano Mazzali
Brescia

Caro Germano, concordiamo: niente di nuovo sul fronte della sinistra, mentre a destra «la mossa di Vannacci» il quadro lo potrebbe complicare. Se in meglio oppure in peggio, nella prospettiva della attuale presidente del Consiglio, non sapremmo. Così come crediamo non lo sappia Matteo Renzi (delle cui parole diffidiamo poiché - da volpe della politica qual è - potrebbe dire il vero così come mentire per scopi tattici o strategici che lui solo conosce). Lo scenario che profila lei invece, ci pare troppo lindo, con tutti i tasselli che s’incastrano al posto giusto e l’attuale maggioranza che avrebbe niente costi e soltanto beneficio. Di certo la stabilità di questi ultimi anni contrasta molto con le fibrillazioni e i continui ribaltoni a cui eravamo abituati. Per ora ci pare che gli italiani l’apprezzino, ma non essendo ormai di primo pelo sappiamo altresì che basta poco per trasformare in bufera un refolo di vento. Staremo insieme a vedere, caro Germano, tirando le somme alla fine e non cercando risposte in una sfera di cristallo. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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