La storia del bimbo abbandonato mi ricorda chi sono

Sulla vicenda del neonato abbandonato dai genitori, alla Croce Rossa, in quel di Bergamo, mi permetto una riflessione. Negli anni Settanta infuriava una polemica corrosiva sull’aborto. Ero operaio. «Tenevo famiglia», come si dice, con cinque figli, moglie a carico. Si capisce, non navigavo nell’oro. Da buon cattolico, quella polemica mi disturbava, perché mi veniva chiesto di esprimermi contro l’aborto. Io ero felice dei miei figli. Però sapevo di situazioni di donne impossibilitate a portare a termine la gravidanza. Ero cattolico, ma non volevo impedire una scelta libera alle donne. Comunque votai «no». In me, per lungo tempo, è vissuta la sensazione di essere un uomo all’antica, superato, fuori dalla modernità. Poi il mondo è cambiato. La nostra società non genera bambini. In un anno le nascite sono meno della metà dei morti. Vedendo quel bambino di Bergamo, stupendo, cicciottello, mi è passato del tutto il magone. Non mi sento più l’uomo fuori moda, che credevo di essere. Sono vecchio, ma i figli mi fanno ringiovanire.
Adriano Mor
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