La scuola ideale esiste davvero, qui. Ne sono testimone

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Quando nell’età dell’adolescenza tutto si modifica e il dubbio sembra prevalere sulle certezze, quando mamma e papà sembrano il nemico da sconfiggere, quando tutto sembra sprofondare nella pece più nera, è proprio in quel momento che quell’entità trasparente e pervasiva che si chiama Scuola interviene. Quando figli e genitori smarriscono la direzione, quando i rapporti sono tesi e non ci sono più porti sicuri, in quel momento la Scuola, i professori, i compagni e il preside possono indicare la via. Non è un obbligo che la Scuola segni la via, ma accade, e questo è una gioia per la famiglia ed è un grande e infinito sospiro di sollievo. Quando il professore manda una e-mail, un messaggio, una telefonata e lancia un messaggio di speranza dicendo alla mamma e al papà: «Tranquilli è una fase della vita! È una ricerca di identità», «Noi ci siamo e monitorizziamo la situazione», «Facciamo rete!», questo dona speranza che anche le situazioni più difficili possono migliorare. Quando la scuola non riempie solo di nozioni ma si ferma davanti a un adolescente per cercare di capirlo, quando la scuola fa rete con la famiglia, li è il senso della conoscenza e della vita, ed è forse il vero ruolo della scuola. Questi aspetti non sono scritti in nessun libro e non si possono spiegare a parole, ma ci sono. E io ne sono testimone. Magari è solo una goccia di rugiada in un mare nero ma è abbastanza. Anche una sola goccia può riempire il cuore di un adolescente e di genitori in difficoltà. Grazie a tutti i professori, al personale di supporto, a tutti gli studenti e al preside Stefano Retali dell’Istituto Comprensivo Carlo Beretta Gardone VT per esserci davvero con un sorriso, con una parola di conforto e con i fatti, sempre.

Loretta Brentana

Cara Loretta, la sua lettera fa bene al cuore e allo spirito. Per due ragioni. La prima riguarda la scuola che sogniamo: una scuola attenta alla persona, una scuola «che c’è» e non soltanto «che fa». La seconda, ancor più bella, è che quel desiderio si è realizzato davvero e non in un angolo sperduto di mondo, bensì nella nostra provincia, tra la nostra gente. Grazie di averne reso testimonianza. Portando fiducia, infondendo speranza. (g. bar.)

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