Io, ottantenne che ha a cuore il verde pubblico

Ormai ho ottant’anni e le mie passeggiate diventano sempre più brevi. Mi aggiro nel piccolo quartiere in zona questura e, se prima mi beavo del verde che circonda le nostre case, ora questo verde è diventato il mostro verde. Alcuni anni fa il «verde» era curato dal Comune in maniera diversa, l’erba tagliata veniva raccolta e le piante subivano potature particolarmente curate. Ora dopo i vari tagli dell’erba è pressoché impossibile camminare nei prati, l’erba tagliata, sempre alta, marcisce al suolo, alcune zone non vedono il decespugliatore da parecchio tempo e le piante ormai sono abbandonate a loro stesse, anche quelle vicino alle case. Quando il vento supera i 40 km/h, ecco che qualche pianta si schianta al suolo! Una fila di piantine da siepe, circa un centinaio sono state posizionate dal Comune, per dividere le abitazioni da un allevamento di galline ovaiole, bene, di quelle piantine non curate ne sono rimaste ancora una quarantina, che sono dei veri mostri, con sulla cima qualche tonnellata di peso, si piegano fino a sradicarsi o a spezzarsi. Qualche anno fa, mi sembra il 2007, il Comune di Brescia, dopo varie segnalazioni, ha riconosciuto la pericolosità di queste piante e ha provveduto a capitozzarle tutte. Sono passati ormai vent’anni e gli eco mostri sono ancora più alti, e ormai parecchi con inclinazioni pericolose. Prevedo che al prossimo colpo di vento altre se ne andranno. Gli addetti al verde del Comune, dopo una mia segnalazione ai Vigili del fuoco del 9 dicembre scorso, si sono visti passeggiare sotto quelle piante e abbiamo scoperto che alcune sono state «marcate» con della vernice gialla, ora temo che l’intervento preveda l’abbattimento dalle 6 alle 8 piante segnate, ma non la capitozzatura delle altre. Se così sarà, il problema rimane tale e quale. Segnalo inoltre gli olmi altissimi pericolosi vicino al parco dello skateboard, gli ultimi rimasti, gli altri sono già stati abbattuti dal vento e mai sostituiti.
Aliberto Taglietti
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