Io, multata ingiustamente e senza tutele

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Vorrei portare alla vostra attenzione un fatto a me accaduto. Il 17 febbraio scorso, uscendo dal lavoro (sono un’infermiera e lavoro alla vicina clinica San Rocco di Ome) all’altezza della rotatoria vengo seguita dalla Polizia municipale di Rodengo con lampeggiante acceso. Inizialmente non capisco cosa possano volere da me ma dopo pochi metri di osservazione, capisco che mi devo fermare per cui accosto nel primo parcheggio possibile. Si avvicina uno dei due agenti che mi chiede patente e libretto. Spaventata ma sorridente chiedo cosa è successo e dico loro che mi hanno fatta spaventare! L’agente non mi risponde e si allontana. Ritorna dopo poco dicendomi «Signora, lei lo sa che la guida con l’utilizzo del cellulare comporta il ritiro immediato della patente?». Al che, esterrefatta, rispondo all’agente «Scusi? Io non stavo usando il cellulare!». Lo stesso agente in maniera quasi sarcastica mi risponde «Signora lei stava usando il cellulare! Lei non si è accorta di noi, ha imboccato la rotonda, per di più senza utilizzare l’indicatore di direzione (questo fatto assolutamente vero) ed aveva il telefonino in mano». Al che comincio a spazientirmi e ripeto all’agente: «Io non stavo utilizzando il cellulare, lo vede dov’è il mio cellulare? Prego, lo prenda pure, controlli se ero online, controlli se stavo messaggiando, controlli se ci sono chiamate! Potete fare quello che volete, le ripeto che vi state sbagliando». L’agente non ha voluto sentire ragioni, non ha voluto controllare il mio cellulare, si è allontanato nuovamente dalla mia auto dicendomi «Mi dia un indirizzo dove porta la macchina, perché lei la sua patente la rivede fra 15 giorni». In contemporanea ho chiamato mio padre e ho messo la chiamata in vivavoce per fargli sentire quello che stava avvenendo perché mi sembrava veramente una situazione assurda! In macchina ho sistema Bluetooth, vivavoce! Ogni mio messaggio comincia con «sto salendo in macchina per cui ti rispondo appena sono a casa». Non utilizzo il cellulare alla guida ma… Non aver avuto nemmeno la possibilità di spiegarmi, il fatto che non abbiano nemmeno voluto controllare il cellulare, e mi hanno detto chiaramente che loro erano in due e indossano la divisa... Mi ha fatto veramente vivere una situazione molto spiacevole. Ho provato a parlare con loro dicendogli che si stavano sbagliando, che avevo una serie di reperibilità per l’ospedale e che mi avrebbero reso la vita molto difficile... Che abbiamo una bambina piccola da gestire e che questa situazione era demenziale! Non sono stata ascoltata, non ho avuto la possibilità di dare una spiegazione supportata dai fatti. L’atteggiamento di uno dei due agenti è stato veramente scostante e di superiorità! Raccontando poi il fatto alle colleghe sono uscite altre situazioni molto simili: una collega mentre portava la bambina all’asilo nido è stata fermata il mattino alle nove con la stessa mia accusa! La collega ha dato la possibilità agli agenti di controllare la macchina perché lei non aveva nemmeno fisicamente con sé il cellulare! Quando hanno verificato che in macchina non c’era nessun cellulare le hanno detto e quindi che cosa stava facendo? Ho passato la borraccia alla bambina! Vedendo il gesto della mano, questi hanno pensato che lei stesse prendendo il cellulare! E l’accusa era già partita! Se la mia collega avesse avuto con sé il cellulare pure lei avrebbe subito il ritiro della patente immediato, 250 euro di multa, cinque punti della patente! Credo che queste situazioni non debbano accadere... Sono poi stata a parlare con il responsabile della Polizia municipale del mio paese che è stato molto comprensivo e mi ha raccontato di molti fatti simili, dove spesso gli agenti portano all’estremo certe situazioni. Io mi sono sentita costretta a montare all’interno dell’abitacolo della macchina una dash cam proprio per evitare un eventuale episodio del genere, per avere qualcosa che mi tuteli, ma non è possibile comportarsi in maniera corretta e venire trattata in questo modo. Vedo anch’io guidando situazioni spiacevoli, gente che utilizza il telefonino senza farsi problema, ragazzine che si truccano mentre guidano, addirittura chi attaccano il telefono al volante e si guardano film! Quando mi capita cerco sempre di fare segnalazione di queste cose, perché ho il terrore che questi soggetti ammazzino qualcun altro! Mio marito è vigile del fuoco e vede situazioni di questo genere ogni giorno. Sono assolutamente dell’idea che la gente debba rispettare la legge ma l’abuso di potere va tutelato.

Lettera firmata


Carissima, noi le crediamo, sulla parola, poiché così intendiamo la relazione con lettori e lettrici: di fiducia, reciproca. Parimenti ci rendiamo conto che il rapporto tra cittadini e forze dell’ordine è sbilanciato: se nelle grandi questioni la legge garantisce pesi e contrappesi, nelle faccende più modeste la possibilità di far valere le proprie ragioni nei confronti dell’autorità è prossima allo zero. Il diritto di ricorrere esiste, ma procedure e costi sono fatti apposta per disincentivare qualsiasi opposizione, per cui quasi sempre si ingoia amaro e si paga dazio, pur se si ritiene di aver subito un torto. Ciò detto, sul telefonino condividiamo quanto ci siamo decisi a fare in prima persona: quando saliamo in auto, lo appoggiamo sul pianale posteriore, dietro i sedili, per impedirci di prenderlo, fosse anche soltanto per sbirciarlo un secondo, ed essere inattaccabili. La sua amica con la borraccia docet. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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