Io, dai Carabinieri tra attese e dubbi (che rimangono)

Lettere al direttore
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Stamane mentre andavo dai Carabinieri di Lamarmora avevo un dubbio, di rimembranza Dostoevskiana, se era morale o meglio etico denunciare un senzatetto. Volevo parlarne con un presunto maresciallo e avevo nella mia giubba un paio d’appunti. Giunto vidi solo la centralinista dagli occhi azzurri e nella saletta un po’ di pubblico, ma io volevo parlare con il maresciallo. Apri qui, chiudi là, rispondi al telefono le pratiche dalla centralinista, e poi venne Amazon, firma qui e apri là, e quelli che dovevano solo firmare, apri e chiudi registri, le pratiche si confondevano con la tecnologia... E io volevo parlare con il maresciallo. Faceva caldo, tutto chiuso, poveri batteri, e dopo quasi due ore venne il mio turno e mi presentai con il mio scritto e le prove che avrebbero dovuto facilitare la comprensione, poche righe, testimoni, orari e somme sottratte. Incominciò l’interrogatorio o cosa simile e non riuscivo a capire dove volesse andare a parare e se io apparivo l’indagato e se le telefonate interrompevano i nostri battibecchi o viceversa e a un certo punto mi chiese come era vestito e in un lampo di empatia dissi «maglioncino marroncino», indovinate perché? Ecco la denuncia/querela è fatta, firmi qui, mi disse. Se permette, la controllo, ecco qui manca il nome del testimone e qui l’orario. Dopo cinque correzioni apparve il presunto maresciallo che con tono burbero mi rimproverò di essere ancora lì. Bene, risposi di scatto, la prossima volta la chiamo a casa mia dato che sono invalido e magari con un caffè. E guarda caso e per puro caso si riappacificò. Uscii dal sottosuolo della sicurezza molto meno di un pacco Amazon, per lo meno con i miei dubbi.

Roberto Pasini


Caro Roberto, il suo è un racconto da far invidia allo sceneggiatore di un «Don Matteo». E se dobbiamo dirle la verità, dei Carabinieri ciò che apprezziamo è anche quel modo di fare tra l’indolente, il burbero e il paterno, che pare appunto tratto da uno sceneggiato o da un libro del nostro amico Andrea Vitali. In più, a volerla dire tutta, con il tono lieve che lei per primo ha introdotto, ci verrebbe da rispondere che al contrario di uffici pubblici spesso sordi o assenti, i Carabinieri - e i loro marescialli - questo hanno di buono: che ci sono. E, pur con i loro tempi, rispondono. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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