Incidente e polizze. Con l’assicurazione è una vera croce

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Facendo seguito alla mia lettera pubblicata l’8 febbraio scorso in merito all’incidente che mi ha coinvolto il 20 ottobre 2025, desidero aggiornare i lettori e, al tempo stesso, comprendere se altri cittadini abbiano vissuto o stiano vivendo una situazione simile alla mia. A seguito di formale accesso agli atti, ho potuto acquisire la documentazione relativa ai rilievi del sinistro. Dall’esame della stessa emergono criticità nella ricostruzione della dinamica, nonché diverse incongruenze, tra cui l’indicazione del presumibile punto d’impatto. Considerate le circostanze di tempo e luogo - un’intersezione con fondo stradale bagnato - appare quantomeno necessario un approfondimento serio della dinamica dell’urto. Il veicolo della controparte, una Fiat Panda, è riuscito a urtare e far ruotare la mia autovettura (Volkswagen T-Cross) di circa 70-80 gradi, arrestando la propria corsa a distanza significativa, senza che risulti contestata alcuna violazione dell’articolo 141, comma 3, del Codice della Strada. Proprio per colmare queste evidenti lacune, mi sono vista costretta a incaricare un consulente tecnico di parte. La perizia, basata su elementi oggettivi, evidenzia come la velocità del veicolo della controparte fosse superiore ai limiti consentiti e non adeguata alle condizioni della strada, delineando quindi una responsabilità quantomeno concorrente. Eppure, nonostante tali risultanze tecniche, il liquidatore della compagnia assicurativa continua a negare ogni forma di risarcimento, ribadendo la mia responsabilità totale per il solo fatto di essere stata l’unica sanzionata per omessa precedenza e attribuendo al verbale iniziale un valore di fatto insindacabile. Nel pieno rispetto del lavoro svolto - soprattutto in circostanze particolari come la mia, dove l’intensità del traffico e la pioggia dirompente non hanno consentito agli agenti presenti in loco di effettuare rilievi pienamente accurati - desidero esprimere un sincero ringraziamento al Commissario della Polizia locale, Giuseppe Regosini, per la disponibilità e la professionalità dimostrate, esempio concreto di servizio pubblico. Proprio per questo, la mia domanda diventa ancora più stringente: è accettabile che una compagnia assicurativa ignori elementi tecnici successivi e fondi le proprie decisioni su una lettura rigida e unilaterale dei fatti? Non è purtroppo una novità che le assicurazioni richiedano premi rilevanti e, al momento del bisogno, oppongano resistenze. Ciò che colpisce, tuttavia, è la chiusura rispetto a qualsiasi elemento che non confermi la tesi iniziale, anche quando supportato da analisi tecniche indipendenti. A questo punto la questione non riguarda più soltanto il mio caso personale, ma un problema più ampio di equilibrio tra cittadino e compagnia assicurativa: cosa deve fare un assicurato quando, pur presentando elementi oggettivi, si trova di fronte a un diniego che appare già deciso? L’unica strada che sembra percorribile è quella legale, con tutti i costi, i tempi e le incertezze che comporta. Ed è qui che emerge una criticità ancora più profonda: un cittadino anziano, un pensionato o una persona con minori risorse economiche o competenze burocratiche, come potrebbe sostenere un simile percorso? Quanti, in situazioni analoghe, rinunciano a far valere i propri diritti, accettando di pagare di tasca propria danni e conseguenze fisiche - nel mio caso, 40 giorni di assenza dal lavoro per una frattura alla falange della mano destra? Con questa lettera non cerco polemica, ma risposte. Quali criteri adottano concretamente le compagnie assicurative per attribuire le responsabilità? Quale valore viene riconosciuto a una consulenza tecnica indipendente? E, soprattutto, è giusto che la tutela dei propri diritti passi, di fatto, attraverso un contenzioso legale oneroso e incerto? Perché oggi la sensazione è che, senza ricorrere a un giudice, il cittadino non disponga di strumenti realmente efficaci per far valere i propri diritti. Confido che questa testimonianza possa contribuire ad aprire un confronto serio su un tema che riguarda molti cittadini.

Lettera Firmata

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