Il Sistema sanitario e il volo (sospeso) del calabrone

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Secondo una recente indagine condotta dall’Istituto Piepoli il 90% degli italiani ritiene che la scienza sia un motore di progresso e sviluppo, l’86% ripone fiducia nella medicina, l’81% dichiara di avere fiducia nel proprio medico di famiglia. Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) sta attraversando una oggettiva fase di criticità strutturale, già aggravata dalla pandemia da Covid-19, che ne ha evidenziato importanti fragilità organizzative, finanziarie e di governance. La crisi attuale non può essere ricondotta a singoli fattori contingenti, ma rappresenta l’esito di dinamiche maturate nel lungo periodo, tra cui: sottofinanziamento, mancato governo della crescita della spesa, carenza di personale, frammentazione territoriale con indebolimento del ruolo centrale dello Stato nell’indispensabile governance e programmazione sanitaria. Tale contesto determina un progressivo arretramento del sistema pubblico che apre ampi spazi all’imprenditorialità privata. La spesa privata delle famiglie per la salute supera ormai i 41 miliardi, pari a circa il 24% della spesa sanitaria totale. Quasi 6 milioni di persone rinunciano silenziosamente alle cure per vari motivi, tra cui la spesa out-of-pocket, le lunghe liste d’attesa, la difficoltà di prenotazione e la scomodità dei trasferimenti. Tale realtà si ripercuote soprattutto sulle classi più deboli, a basso reddito e bassa scolarità. Questa situazione sociale genera un diffuso malessere che spesso determina incomprensioni e conflittualità nel rapporto medico-paziente, fino talora ad esecrabili episodi di violenza personale. Il pronto soccorso e i medici delle cure primarie sono quasi sempre le prime linee su cui si scaricano tali tensioni. Ciò malgrado esiste ancora un sostanziale forte sentimento di fiducia dei cittadini nei confronti dei medici, di comprensione delle difficoltà che ciascuno oggi incontra nel rivestire quotidianamente proprio ruolo, nella condivisa convinzione che il Ssn debba restare lo strumento prezioso capace di conciliare diritti individuali, libertà civili e universalismo del diritto alla salute. Con l’augurio che, come il calabrone che malgrado le leggi della fisica continua a volare, anche il nostro Ssn continui a restare vivo.

Dott. Germano Bettoncelli
Presidente ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Brescia

Caro Germano, il sondaggio che avete commissionato all’Istituto Piepoli ci rassicura, confermando come sia tuttora ampia la maggioranza di persone che ritengono importante la scienza, fidandosi della medicina e di conseguenza del proprio medico di base. Non era scontato. E condividiamo che il problema - ma altresì la possibile risposta - sia «il sistema», il complesso burocratico-amministrativo che dipende dalla politica e che sovente complica le cose semplici. Ci associamo dunque al suo auspicio affinché il Ssn (Servizio Sanitario Nazionale) resti vivo. Per amor di verità, tuttavia, dobbiamo darle una brutta notizia: la storia del calabrone che vola «nonostante le leggi della fisica» è stupenda, ma falsa. Una leggenda basata su calcoli errati effettuati nel secolo scorso, che applicavano erroneamente l’aerodinamica degli aerei (ali rigide) al volo degli insetti. In realtà i calabroni volano perfettamente, sfruttando i vortici d’aria che creano grazie a un movimento alare unico. Una verità che non toglie nulla alla straordinarietà della natura, da cui dovremmo prendere spunto per rendere migliori le nostre strutture, per trasmetterci informazioni utili, per risparmiare ciò che oggi costituisce uno spreco e investire dove attualmente non si mette a disposizione un euro. (g. bar.)

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