Il merlo canterino e tutta la bellezza di questa stagione

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Nessun battito d’ali nell’erba ancora umida di pioggia. Poi, d’improvviso, all’arrivo dei primi tepori primaverili, si nota l’innata vivacità di un merlo canterino che scandaglia il terreno circostante e, giorno dopo giorno, installa la spettacolare architettura della sua alcova ecologica. Con scaltrezza ed intuito consolidati ha scelto il luogo ideale: accanto alla porta d’ingresso, fra i rami di una candida magnolia, all’altezza del balcone del primo piano che lo riparerà dalle condizioni atmosferiche avverse. Altro che complicazioni tecnologiche dell’intelligenza artificiale. È bello a vedersi, elegante ed inconfondibile nella lucida livrea nera, il becco giallo-arancione da merlo maschio, lo scatto repentino ed il volo rapido. Si guarda attorno con gli occhietti lucidi cerchiati, sbatte le ali al mio passaggio e si fionda veloce nell’erba del giardino sottostante. Ha preso confidenza con l’ambiente e la vegetazione e non si intimorisce al nostro passaggio. Rilassato dall’atmosfera tranquilla suona il violino di un gorgheggio ancora flebile che ben presto consoliderà la melodia, ormai consapevole che la vita cittadina gli risparmia le insidie della campagna. Da parte nostra chiediamo soltanto di limitare le tue malefatte astenendoti dal frugare sfacciatamente nella terra dei vasi e di spargerne all’intorno il contenuto.

Adriana Pasini
Brescia

Cara Adriana, chiedere ai merli di non frugare sfacciatamente nella terra dei vasi è come pretendere che i politici la smettano di accusarsi a vicenda: fiato sprecato. Meglio accettare la natura altrui e apprezzare quanto abbiamo, a partire dal quadretto bucolico che ha condiviso con noi e che ci immerge nel pieno della stagione primaverile. Sarà che diventiamo vecchi, sarà che ci pare vera la lezione di San Bernardo di Chiaravalle («Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà»), sarà che gli squarci di sole e di azzurro di questi giorni, oltre a lasciare l’uggioso alle spalle, riempiono il cuore di meraviglia, sta di fatto che ci sentiamo in piena sintonia con lei e con quanto nella vita appare scontato e prezioso al tempo stesso. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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