Esami a ostacoli Così a vincere è la sanità privata

Lettere al direttore
Lettere al direttore
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Questa cosa della «territorialità» ci sta sfuggendo di mano... volutamente, oserei dire, da parte di qualcuno. Anziano pluripatologico con impegnativa del Ssn con priorità B (10 giorni), il meraviglioso portale di Regione Lombardia fornisce le disponibilità presenti sul territorio e magicamente la prestazione risulta prenotabile entro le tempistiche richieste... ma a Edolo, 95 km andata e 95 km ritorno, in alternativa Gavardo, decisamente meglio ma pur sempre 31 km andata e 31 km ritorno. Considerando le difficoltà di guida di un paziente pluripatologico e la necessità conseguente di permessi lavorativi da parte dei familiari (laddove siano nella possibilità di godere di tale privilegio...) ecco che vince la sanità privata, appuntamento in pochi giorni, praticamente stessa spesa tra benzina e ticket, e non ci rendiamo conto che stiamo distruggendo giorno dopo giorno il più grande pilastro della nostra società, la Sanità pubblica.

Stefania Zingarelli
medico del SSN

Cara Stefania, non avendo certezze in tasca e volendo altresì comprendere qual è il punto di equilibrio tra efficienza (risparmiare risorse pubbliche) ed efficacia (dare le migliori risposte possibili ai cittadini), ci poniamo ogni giorno come osservatori disincantati ma al tempo stesso attenti della realtà che ci circonda. Ecco perché una testimonianza come la sua, da medico, ci è assai utile per formarci un giudizio e suonare alle nostra orecchie da campanello d’allarme. Fare in modo che chi necessità di una visita o di un esame possa avvalersi dei presidi dell’intero territorio provinciale e finanche lombardo può essere utile, a patto che non diventi pretesto per ciò che adombra lei: un vantaggio della sanità privata ai danni di quella pubblica. Che poi, con il sistema attualmente presente, ci chiediamo se questa distinzione abbia tuttora senso, oppure se «pubblico» debba essere considerato il «servizio», a prescindere che a farlo sia un privato. In ogni caso, la stella polare deve essere favorire il singolo cittadino e non penalizzarlo, offrendo buone prestazioni, comodità di fruizione e parità di esborso. Ogni volta che ciò non avviene - come nel caso che presenta - è la certificazione di un fallimento, con necessità di rivedere le regole del sistema intero. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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