Difficile prenotare, una delle cause della mancata prevenzione

Ho letto con molta attenzione l’artico apparso giovedì sul nostro giornale dal titolo «Salute, 2 bresciani su 3 rinunciano ai controlli» a firma Barbara Bertocchi. Mi sono chiesto se il fatto non sia dovuto anche alla difficoltà che incontra l’utente per prenotare le visite o esami, obbligandolo, se ne ha i mezzi, a rivolgersi a prestazioni «a pagamento». Qui di seguito espongo l’odissea alla quale deve sottoporsi chi deve prenotare una visita od un esame. Il numero al quale deve rivolgersi è Cup unico 030/224466 per Spedali Civili di Brescia, Montichiari, Gardone Val Trompia, Ospedale dei bambini. A questo punto comincia l’odissea: 1. Impossibile trovare la linea nonostante il call center sia attivo dalle 7.30 alle 19.30 dal lunedì al venerdì e dalle 8.00 alle 13.00 il sabato: a) O viene trovato occupato; b) O il ripetitore automatico ti invita per un quarto d’ora a rimanere in attesa per non perdere la priorità, per farti poi cadere la linea per sovraccarico richieste. 2. Tenti allora con il portale di richiesta prenotazione (link). Dopo un modulo da compilare, tra cui l’inserimento della data di nascita che per un anziano richiede 10 minuti per trovare l’anno (perché non è possibile l’inserimento manuale), aspetti e speri che un operatore nei giorni seguenti ti chiami, perché altrimenti non puoi usufruire del link una seconda volta. Se hai una impegnativa non elettronica devi obbligatoriamente chiamare un operatore, ahimè... 3. Se ormai sfinito decidi di chiamare il call center regionale, devi sapere che non sempre, trovata la linea, riusciranno a fissarti la visita richiesta perché non di loro competenza. Anche oggi 4 febbraio per ulteriormente accertarmi della cosa, ho tentato per più di un ora di collegarmi al call center, trovandolo perennemente occupato. Immagino le difficoltà che incontra un paziente, specialmente se anziano, per usufruire di una visita o di un esame. Sarei perciò molto grato alla GdB se riuscisse ad aprire un’indagine in proposito e ciò per favorire una soluzione al difficile momento in cui versa la nostra sanità. Grazie per il prezioso contributo che il nostro giornale offre alla nostra zona.
// Antonio RodellaMontichiari
Gentile lettore, il fenomeno della mancata prevenzione sanitaria evidenziato dai dati elaborati dall’Osservatorio UniSalute, è dovuto a una molteplicità di cause. Quantificarne l’incidenza di ciascuna è di fatto impossibile, e questo vale naturalmente pure per le difficoltà che si possono incontrare nella prenotazione di una visita diagnostica o specialistica. Un problema, quest’ultimo, spesso segnalato anche prima dell’emergenza coronavirus, la quale semmai ha ulteriormente messo alla prova - e sappiamo di quale portata - l’intero sistema sanitario. Ma al netto delle complicazioni dovute al Covid, questa segnalazione ci ricorda che questo fondamentale snodo del rapporto cittadino-servizi medici deve presentare e mantenere una certa «fluidità»: certo per non indurre all’eventuale tentazione di rinunciare alla prevenzione, ma anzitutto per garantire una risposta in tempi ragionevoli (nella prenotazione ma anche nella fruizione) delle prestazioni di cui si ha bisogno e a cui si ha diritto. Uno snodo, dunque, da tenere sotto i riflettori per il sistema sanitario e, per quel che ci concerne, anche per l’informazione. E al proposito ricordiamo che solo pochi giorni fa, vista la cronicità del problema, il direttore degli Spedali Civili, Massimo Lombardo, ha lanciato sul nostro giornale la provocatoria proposta di eliminare il Centro Unico Prenotazione.(g.c.)
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