Contro i lamentosi avidi di tutto. La colpa è nostra

Quanto rumore, quanto chiacchiericcio inutile che ormai si sente tra la gente. Sì, ora il lamento è diventato una consuetudine, lamentarsi perché le cose non vanno come dovrebbero. Si punta il dito la dritto nel nulla dando colpa a qualche entità misteriosa e sovrannaturale, anche agli extraterrestri pur di non prendersi le proprie responsabilità. «È colpa di chi comanda, di chi fa le leggi, dei fascisti o comunisti!» dicono; se ce ne fossero davvero di questi forse e dico forse almeno ci sarebbero delle chiare regole da rispettare. Il fatto è che siamo tutti noi a sbagliare, soprattutto i più lamentosi, perché questi sono i primi che sono in balia degli eventi consapevoli caduti nel tranello, cioè sono nel vortice del consumismo: consumano e ancora più ne vorrebbero. «Siamo ormai succubi degli eventi» si lamentano. Come se non si potrebbe voltare pagina per dare un taglio a tutta questa frenesia. Le cose le cambi tu! Tu che stai sempre sui social. Tu che hai un abbonamento a tutte le reti televisive perché non vuoi perderti l’ultimo film: come se un film ti cambiasse l’esistenza. Tu che vuoi la pizza subito a casa pur sapendo che i ragazzi che te la portano sono strozzati. Tu che vuoi un vestito inviato dall’altra parte del mondo e non ti frega del fornaio sotto casa, pur sapendo che è una totale evasione fiscale. Tu che l’alcol, il troppo cibo, il fumo che provoca il cancro, consumi tutto ciò cinque volte il tuo fabbisogno, oltretutto alleggerendoti le tasche da quei due soldi che guadagni. Tu che vuoi mangiare il branzino o i gamberi quando sai che il nostro Mediterraneo è davvero in pericolo, sbattendoti del futuro che lascerai. E ancora Tu, che vuoi la bistecca o il petto di pollo cosciente del supplizio inflitto ad ogni animale. Tu che vuoi andare a vedere ogni parte del mondo senza aver conosciuto il tuo di paese e non sapere nulla dell’altro, perché ahimè i libri sono roba vecchia o da esposizione, mentre la IA lo sa! Tra poco tempo diremo «ti amo» allo smartphone e lui di risponderà «Io di più». Tu che ci caschi quando predicano che l’uomo come essere umano non ha bisogno degli altri: la più grande balla inventata per renderti solo e distruggere l’amore vero. Quello con un sentimento genuino. Quello distrugge amicizie e famiglie e ti rende solo. Per finire, e voi giornalisti lo sapete meglio che noi comuni ignoranti, siamo più attratti dal male che dal bene: così c’è stato insegnato fin da piccoli. Le belle notizie passano in sordina, come le verità. La colpa non è vostra e nemmeno della inesistente politica italiana. La colpa è nostra che ci caschiamo ogni momento nei tranelli dei potenti per rincorrere la felicità che ritorna come infelicità. Allora ci regalano giorni di vacanza, macchine di lusso, moto potenti e ristoranti a base di pesce di dubbia provenienza, cibo spazzatura, facendoci credere che sia la vera libertà, quanto invece è un lavaggio di cervello di massa ben meditato. Morale della favola vogliono tenerti sempre al verde, senza soldi, poco intelligente e senza consapevolezza di chi sei davvero e cosa vuoi realizzare nella vita. E quando sei così sei pieno di paure cadendo nella rete di questi abili pescatori per essere loro, manipolato, infelice e mai sazio. Avido di tutto!
Alessandro PiottiGhedi
Caro Alessandro, impresa titanica è prendersela con i lamentosi senza lamentarsene. Perciò, a differenza sua, ci asteniamo dal puntare il dito ai molti «tu», preferendo concentrarsi su «noi». Noi possiamo cambiare questo mondo, compiendo piccoli gesti, costanti attenzioni, significative premure, ogni giorno. Coraggio. Iniziamo. (g. bar.)
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