Città alla deriva? A me non pare, neppure col buio

Il 24 febbraio scorso ho letto, ovviamente sul GdB, il grido di dolore di chi indicava Brescia come città alla deriva. La dichiarazione mi ha scosso non poco. Tra poco compio 74 anni per cui entro nei 75 e divento, ufficialmente, anziano. Mi aspettava il Mina Mezzadri, mercoledì 4 marzo, e poi un’escursione fino a Piazzetta Paganora. Ragionevolmente, potevo farcela con le tenebre che avrebbero invaso le strade del centro storico e tutto il pericolo, occultato dal giorno, pronto a deflagrare? Dopo lunghe analisi e contro analisi sulla fattibilità dell’impresa mi sono buttato e ho incrociato - decisamente - più donne che uomini quando, sulla strada del ritorno verso Piazzale Cesare Battisti, mancava poco alla mezzanotte. Anche in Piazzetta Paganora, in un cocktail bar, il numero delle donne sovrastava quello dei maschi. Per gli archivi non male la prestazione teatrale in Contrada Santa Chiara, anche se la versione cinematografica di 30 anni fa diretta da Roman Polanski con Ben Kingsley e Sigourney Weaver era ed è decisamente superiore. Da provare, invece, il Moonshining che servono in Piazzetta Paganora!
Alberto AgostiCaro Alberto, ciascuno vede la sua, di città. E sarebbe un peccato se ce la prendessimo tra noi, giudicandoci vicendevolmente, come si trattasse di bianco o nero, giusto o sbagliato, ragione o torto. Di obiettivo invece, quando si tratta di percezioni, di un «sentire», c’è poco o nulla. Perciò è importante dire la propria, ma altresì mettersi in ascolto reale dell’altro, riconoscendogli innanzi tutto buona fede e dando valore a un tipo di esperienza che non è la nostra, ma non per questo va negata o messa alla berlina. Aiutiamoci vicendevolmente, caro Alberto, tendiamo la mano e costruiamo ponti, non muri. Solo così brinderemo sereni, tutti insieme, magari in via Paganora. (g. bar.)
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
