Lettere al direttore

Ci ha lasciato l’idolo di un calcio che non c’è più

Questa settimana ci ha lasciato un uomo, un calciatore che per molti bresciani e tifosi del Brescia ha rappresentato un mito, un vero idolo. Nel suo ultimo anno a Brescia, in serie A, non si poteva proprio non andare al Rigamonti, in curva, a tifare per quella squadra operaia, ma con un solo grande solista. Imbattibile sulla distanza dei 2 metri, correva poco, non tornava, non pressava, era basso, ma tutti lo amavano. Tutti si chiedevano: «Cosa si inventerà oggi il Becca per fare gol?». Per cui tutti allo stadio. Paladino di un calcio puro, privo di schemi, imposizioni, fisici da granatiere. Contava solo il gesto, l’invenzione, la fantasia. Oggi mi chiedo chi possa avere rovinato tutto questo. Albertosi ha detto che il Becca oggi giocherebbe ad occhi chiusi in nazionale. Boh! Ci credo poco. Quel calcio purtroppo non esiste più. Dribblali tutti Evaristo! E quando sei davanti alla porta non tirare! Torna indietro e dribblali tutti di nuovo! Tanto, in cielo, non si arrabbia nessuno. Forza Brescia

Stefano

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