Che multa davvero assurda: per me questo è fare cassa

Scrivo come semplice cittadino per condividere una vicenda personale che, al di là della sanzione subita, solleva a mio avviso una questione più ampia: il rapporto tra chi esercita il potere di controllo e i cittadini che quel potere lo finanziano e lo rispettano ogni giorno. Sono stato sanzionato ai sensi dell’art. 78 del Codice della Strada per la presenza di una pellicola oscurante sui vetri anteriori della mia auto. Una norma che, lo ammetto con sincerità, ignoravo: ero convinto che l’auto fosse uscita così di fabbrica e, in anni di revisioni e controlli stradali, nessuno aveva mai rilevato alcuna irregolarità. La contestazione ha avuto conseguenze molto pesanti: 439 euro di multa, ritiro del libretto, fermo del veicolo, rimozione delle pellicole, spese per il ricorso (che so già difficilmente vincerò), controlli in Motorizzazione, carro attrezzi per il trasporto dell’auto. Un danno economico complessivo che supera i 1.000 euro. Ciò che più mi lascia perplesso non è l’applicazione della legge in sé, ma la totale assenza di buon senso e proporzionalità. La pellicola applicata riduceva la visibilità del 15%, ben al di sotto del limite massimo del 30% consentito per la misurazione. Anche il professionista che le ha rimosse ha definito la sanzione «assurda» per l’entità delle conseguenze. Mi chiedo allora: qual è il vero obiettivo di questi controlli? Educare, prevenire, informare il cittadino, oppure colpire in modo rigido e punitivo chi, in buona fede, non è consapevole di un aspetto tecnico così specifico? Da cittadino mi sento in dovere di fare questa riflessione pubblica: chi è pagato con le tasse dei cittadini è al servizio dei cittadini o contro di essi? Il rispetto delle regole è sacrosanto, ma senza il buon senso e la proporzione si rischia di trasformare la legalità in una forma di accanimento che allontana, invece di avvicinare, le persone alle istituzioni. Spero che questa mia esperienza possa aprire un confronto e una riflessione più ampia su come le norme vengono applicate e su quale debba essere, oggi, il vero significato di «servizio pubblico».
Un cittadino di RezzatoCarissimo, il confine tra l’applicazione rigorosa della legge e la vessazione è assai labile in casi come quello che descrive. Se ci mettiamo nei suoi panni, che son poi i panni di tutti cittadini, la percepiremmo come un’ingiustizia. Il punto che però ci interessa evidenziare qui è ciò che evidenzia lei, interrogandosi sul significato di servizio pubblico, girando perciò la sua domanda direttamente ai rappresentanti di Comuni e Stato: «Qual è il vero obiettivo dei controlli?». Si vogliono prevenire incidenti e guai oppure è un modo comodo per fare cassa? (g. bar.)
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