Cara figlia lontana, orgogliosi di te. Buon diciottesimo

Lettere al direttore
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AA

È passato quasi un anno da quando sei partita per l’America, accolta da una famiglia che ti ha aperto la porta di casa e del cuore. Hai scelto di vivere questa esperienza con coraggio, di metterti alla prova, di crescere lontana da casa... e, giorno dopo giorno, hai costruito un legame sincero con chi oggi ti sta accanto. Tra pochi giorni compirai 18 anni. È un traguardo importante, uno di quelli che si ricordano per tutta la vita... e quest’anno lo vivrai lontana da casa: da mamma, questo mi stringe un po’ il cuore. Mi mancherà non poterti abbracciare appena sveglia, non poterti guardare negli occhi mentre spegni le candeline, non poter condividere con te quel momento speciale. Eppure, insieme alla nostalgia, c’è anche qualcosa di più grande: un immenso orgoglio. Perché sei lì, dall’altra parte del mondo, a vivere, crescere, costruire legami veri con persone che ti vogliono bene e che hai saputo conquistare con la tua dolcezza, la tua forza e il tuo modo unico di essere. Questo dice tanto di te. Diventare maggiorenne significa iniziare a scegliere davvero la propria strada, e tu lo stai già facendo, con coraggio e cuore. Anche se sei lontana, sei sempre con me, in ogni pensiero, in ogni piccola cosa che mi ricorda te. La distanza non cambia quello che siamo: io resto la tua mamma, e tu resti la mia bambina... anche se ormai sei una giovane donna. Ti auguro di continuare a essere curiosa, libera, gentile. Di non perdere mai la tua luce, quella che ti rende speciale e che illumina anche chi ti sta accanto. Ti auguro di tornare con una valigia piena di esperienze, sorrisi e sogni ancora più grandi. Quando soffierai sulle candeline, immagina il mio abbraccio: sarà forte, caldo, pieno d’amore... proprio come se fossi lì con te. Buon diciottesimo compleanno, amore mio. Con tutto il mio cuore.

Mamma


Carissima, nessun amore è più grande di quello che «lascia andare», che permette all’altro di crescere, vivendo esperienze ed inseguendo sogni. Per tutto ciò premesso, come lei è orgogliosa di sua figlia, noi lo siamo di lei. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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