Busto di Mussolini. In quel museo non deve stare

Perché il busto di Mussolini non può condividere lo stesso spazio dei patrioti del Risorgimento. La discussione sulla presenza del busto di Benito Mussolini nel Museo del Risorgimento di Brescia non riguarda l’arte, né la storiografia in senso stretto. Riguarda qualcosa di più profondo: la responsabilità della memoria pubblica. Qualche anno fa ho scritto al Museo per esprimere la mia perplessità sulla collocazione dell’opera. Ricevetti una risposta cortese, ma che non chiariva il punto essenziale. Oggi torno sulla questione perché ritengo che il tema non sia personale, ma civico. Il busto di Mussolini, opera di valore artistico, può certamente essere esposto in un museo. Può essere contestualizzato, studiato, analizzato. Può essere utilizzato per spiegare come il fascismo abbia reinterpretato e manipolato il Risorgimento per costruire la propria legittimazione. Tutto questo è legittimo e storiograficamente fondato. Ma la collocazione attuale è un’altra cosa. Il busto si trova nello stesso luogo che ospita i busti dei patrioti risorgimentali e dei Martiri di Belfiore. Non importa se a pochi metri o a venti passi: ciò che conta è la condivisione dello stesso spazio simbolico. Un museo non è un deposito di oggetti: è un costruttore di significati. E quando due figure vengono collocate nello stesso ambiente, il museo comunica - anche involontariamente - che appartengono alla stessa narrazione. Ma qui la narrazione non è la stessa. Il Risorgimento rappresenta la lotta per la libertà, il sacrificio civile, la costruzione di un’Italia fondata su ideali di autodeterminazione e pluralismo. Il fascismo rappresenta la negazione di quei valori: la soppressione delle libertà, la violenza politica, la dittatura. La coabitazione nello stesso ambiente crea un cortocircuito simbolico che non può essere ignorato. Per questo ritengo necessario che il Museo del Risorgimento di Brescia riconsideri l’allestimento. Non per cancellare la storia, ma per raccontarla meglio. La memoria non è un dettaglio. È un dovere civile. NB. Il contesto corretto non è il Museo del Risorgimento. Il contesto corretto è un museo che racconta il Novecento, la dittatura, la propaganda, la violenza politica. E a Brescia, quel museo esiste già: il MuSa di Salò, che ospita materiali e testimonianze del Ventennio e della Rsi. Il busto non va cancellato, ma collocato nel luogo che gli compete.
Angelo Guerreschi
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