Brescia Trasporti. Io, autista, vi dico come la penso
Scrivo questa lettera come sfogo, ma anche come richiesta di attenzione, nella speranza che, se pubblicata, possa contribuire a migliorare il futuro del trasporto pubblico locale. Perché raccontare apertamente ciò che accade oggi è svilente, ma continuare a tacere lo sarebbe ancora di più. Quella che stiamo vivendo oggi non è una fase passeggera, bensì il risultato di anni di scelte discutibili e di una gestione amministrativa (mi rivolgo anche alla giunta Castelletti, considerando che Brescia Trasporti è interamente partecipata dal Comune di Brescia), sempre più distante dalla realtà quotidiana. Il segnale più evidente è sotto gli occhi di tutti, guardando gli autisti di lunga esperienza, colleghi competenti e preparati, che stanno lasciando verso altre aziende, non per capriccio ma per esasperazione. Nel mentre, chi resta deve affrontare ogni giorno un contesto sempre più difficile con utenti maleducati, spesso arroganti, e un numero non trascurabile di persone che utilizza il servizio senza essere in regola con il titolo di viaggio. Una situazione che logora noi autisti e che viene gestita con strumenti insufficienti da parte dell’azienda, lasciandoci sempre più soli. La strategia appare molto chiara, ossia quella di contenere i costi, soprattutto sul personale, ma a un prezzo inevitabile: con l’uscita degli autisti più esperti e l’ingresso di personale da formare in tempi rapidi, la qualità del servizio ne risente in modo evidente. Per fare un esempio pratico, in passato Brescia Trasporti poteva permettersi di selezionare con attenzione le proprie risorse; oggi invece è costretta ad assume per necessità pur di garantire la copertura dei turni. Questo non è progresso, ma arretramento. E qui sta il paradosso: invece di investire per trattenere lavoratori già formati e competenti, si preferisce destinare risorse economiche all’assunzione di personale non qualificato. Telefonicamente ho precisato che si tratta di voci che circolano all’interno. Si preferisce quindi comprimere il costo del lavoro piuttosto che rendere più attrattiva la professione per chi vive già sul territorio, ma andando ad assumere persone che arrivano da contesti con bassa qualità di vita e si accontentano di un misero stipendio. Basterebbe molto meno per ottenere un risultato ben più efficace, ovvero destinare le giuste risorse al miglioramento delle condizioni e delle retribuzioni di chi è già in servizio, evitando la continua perdita di autisti esperti. A peggiorare il quadro c’è anche l’aumento dei sinistri stradali, con conseguenze economiche che ricadono su tutto il personale di Brescia Trasporti, ovvero i costi dei danni vengono distribuiti equamente e senza distinzione tra chi lavora con professionalità e chi commette errori; un sistema che finisce per penalizzare proprio i più virtuosi. Concludo dicendo che questa non è solo la lamentela di un lavoratore, ma il racconto di una realtà che riguarda da vicino anche i cittadini. Perché quando si peggiorano le condizioni di chi garantisce un servizio essenziale, è inevitabile che a risentirne sia l’intero sistema.
Un autista di Brescia Trasporti
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


