Lettere al direttore

Brescia Trasporti. All’autista diciamo che l’azienda c’è

Abbiamo letto con attenzione la lettera pubblicata su richiesta di un autista di Brescia Trasporti, che non ha ritenuto di esplicitare la sua identità. Riteniamo utile riportare il confronto sul merito della questione, tralasciando le insinuazioni immotivate in ordine alle scelte organizzative e a presunte strategie. Oggi lavorare nel trasporto pubblico è più complesso di quanto non fosse anche solo pochi anni fa. Turnazioni, lavoro festivo, rapporto diretto con il pubblico, incremento del traffico o, più in generale, della complessità della circolazione urbana, pressione operativa crescente. Non è un tema che riguarda Brescia soltanto, ma l’intero settore, in Italia e in Europa, e per molti aspetti si estende anche ad altri ambiti lavorativi caratterizzati dalle turnazioni e da analoghe dinamiche di relazione con l’utenza, come la sanità o la ristorazione. Se davvero il tema è la qualità e la sicurezza del servizio - sia per chi lo eroga ma anche e soprattutto per chi lo utilizza - il nodo centrale non è la lettura parziale di singoli meccanismi interni, ma una trasformazione strutturale che è sotto gli occhi di tutti: una professione un tempo percepita come stabile e attrattiva oggi fatica, e molto, a intercettare le nuove generazioni, mentre gli operatori con maggiore anzianità, a loro volta, non mancano di cercare opportunità differenti, spesso in settori contigui al nostro ma con caratteristiche del lavoro percepite come più compatibili con specifiche esigenze personali. Pensare di poter risolvere la penuria di conducenti spingendo esclusivamente sulla leva economica significa guardare solo un frammento - e neppure il principale - di un puzzle molto più complesso. La leva economica esiste ed è stata utilizzata da Brescia Trasporti, nei limiti di ciò che è corretto e sostenibile fare per un’azienda pubblica che gestisce risorse pubbliche limitate e ha il dovere di impiegarle con responsabilità, non di inseguire solo soluzioni estemporanee destinate a produrre squilibri. Il contratto nazionale del settore non è definito dalle singole aziende di trasporto, ma nei luoghi deputati al confronto tra parti sociali e soggetti competenti, e il rinnovo è stato recentemente firmato per oltre 240 euro lordi al mese per 14 mensilità. A livello aziendale, Brescia Trasporti ha già fatto la propria parte attraverso una corposa contrattazione di secondo livello e strumenti straordinari di riconoscimento economico, non ultimo il premio di produzione annuale che nel complesso ha determinato l’erogazione di premi pro-capite superiori a 3.200 euro. Ma soprattutto, è doveroso ricordare che la risposta non può essere un incremento indiscriminato della leva economica, in un settore in cui le aziende non detengono la leva tariffaria e oltre i due terzi dei ricavi vengono contribuiti dagli Enti (Stato, Regioni ed Enti locali), se questo rischia di compromettere l’equilibrio finanziario delle aziende. La solidità dei bilanci non è una condizione automatica né acquisita: è il risultato di scelte responsabili, visione industriale e gestione attenta delle risorse pubbliche, che proprio perché pubbliche impongono ancora maggior rigore e sostenibilità. Infine, è forse utile ricordare che un autista neoassunto in Brescia Trasporti percepisce un trattamento economico che, nel complesso, risulta competitivo - e in molti casi superiore - rispetto a numerose posizioni di ingresso nel settore privato del territorio, anche di carattere impiegatizio. Eppure, il problema del reperimento resta. E dovrebbe bastare questo per comprendere che il tema è più complesso del solo stipendio. Per trovare nuovi conducenti oggi le aziende investono tempo, molte risorse, anche economiche, formazione, tecnologie e percorsi di accompagnamento, con costi significativi. Brescia Trasporti lo ha fatto e continua a farlo: abbiamo introdotto un’Academy interna per ampliare l’accesso alla professione, investito in formazione, rafforzato le tecnologie di bordo a supporto della sicurezza e sviluppato strumenti di welfare. L’azienda c’è. Ma la sfida non può essere affrontata da un singolo attore, né con ricette semplicistiche. Servono responsabilità condivise, investimenti di sistema e un confronto serio tra tutti i soggetti coinvolti. Perché il punto vero non è alimentare facili narrazioni, ma, mettendoci la faccia, garantire continuità, qualità e sicurezza a un servizio pubblico essenziale per le nostre città.

Brescia Trasporti SpA

Brescia

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