Autismo, più fatti e meno chiacchiere. Restiamo ottimisti

Lettere al direttore
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Alessio (nostro figlio) ha da poco raggiunto il suo traguardo degli studi conseguendo dopo un biennio dalla maturità il «Diploma di Tecnico Superiore per l’automazione» tenuto dall’Its Lombardia Meccatronica Academy presso l’Istituto Luigi Cerebotani di Lonato del Garda. Questo può sembrare banale ma non lo è affatto. Alessio è affetto sin dalla più tenera età da una forma di autismo classificata come sindrome di Asperger. Ogni promessa è debito e con questa nostra volevamo ringraziare di cuore anche pubblicamente tutti coloro che si sono resi parti attive al conseguimento di questo che è un cardine nella vita di ciascuna persona, figuriamoci poi nel caso di specie. Ma questa nostra gratitudine non può essere estesa a quelle persone che avrebbero dovuto rappresentare quelle istituzioni del territorio ovvero Servizi Sociali e la tanto decantata Equipe Operativa Handicap del Distretto Sanitario competente per luogo, che si sono completamente latitanti in questi due anni nonostante le promesse. Tante belle parole spese nel passato riguardo ad un progetto di vita, all’inclusione e poi solo un nulla di fatto. Di certo invece le trovi, puntualissime, in prima fila ogni 2 aprile di ogni anno a scrivere messaggi per celebrare la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. E qui, come diceva Totò, ci starebbe bene un «ma mi faccia il piacere!». Io e mia moglie abbiamo maturato da tempo quella consapevolezza di chi poi si arrangerà da solo, ma questa ipocrisia sulla pelle della gente che vive queste situazioni, francamente, ha un sapore di beffa e dà molto fastidio. Ed ora? Malgrado ciò, riusciremo a trovare per Alessio la sua strada, rimboccandoci le maniche come sempre abbiamo, fatto forti di quell’ottimismo che le vicissitudini hanno rafforzato.

Mascia Capra e Mauro Cabrini
I genitori di Alessio. Botticino

Carissimi, comprendiamo lo sfogo (scrivere a un giornale, cioè «rendere pubblico», serve anche per questo: una sorta di risarcimento per l’ingiustizia che si sente di aver subito), ma andiamo oltre, rimarcando l’ammirazione che abbiamo per voi. Sia per come vi rimboccate le maniche, tuttora, considerato che certi impegni non conoscono titoli di coda; sia per l’ottimismo che avete non soltanto mantenuto, ma pure rafforzato. E salutateci Alessio, che la sua strada ha cominciato a imboccarla e il cui valore, ai nostri occhi, conta doppio. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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