Attacco al presepe Noi invece lo difendiamo

La consapevolezza culturale e politica matura con ritmi misteriosi: nelle ultime ore, l’attacco al presepe della Loggia sembra aver scosso qualche animo rispetto al problema della (in)compatibilità dell’Islam con la civiltà cristiana dell’Occidente. Alla buon’ora! L’Associazione culturale «Vincenzo Gioberti» è addolorata per questo episodio, ma non sorpresa; non ci troviamo difronte a un caso isolato. Non più tardi di tre settimane fa, nella sera di venerdì 28 novembre, il nostro Consiglio direttivo si radunava in via Camozzi con un gruppo di residenti e con alcuni illustri politici leghisti, convenuti da fuori città, per manifestare preoccupazione e dissenso per il trasferimento della nuova moschea in quella zona. Durante quell’incontro, ebbi l’occasione di ricordare che Islam significa «sottomissione» e che il fine ultimo dei suoi adepti è costituire, per mezzo della guerra santa (jihad), la «casa della sottomissione» (dar al-islam), ovvero uno spazio di potere su cui è applicata la sharìa – quella legge barbara e fondamentalista di cui tutti conosciamo gli orrori, almeno per sentito dire. In altre parole, l’attacco di chi distrugge i simboli concreti e pubblici della fede cristiana urlando slogan terroristici è organico a quella visione del mondo, non un’eccezione. Molti di quelli che oggi si sdegnano e denunciano il pericolo islamico avrebbero potuto attivarsi sul campo già da fine novembre, anziché preferire la comodità dei social, dove non fa freddo e non serve la protezione le forze dell’Ordine se protesti. Altri, invece, non hanno perso neanche stavolta l’occasione... di perdere un’occasione, e hanno taciuto – a partire dal clero bresciano; dalla sezione cittadina della Lega, il cui segretario da settimane tiene in calda una porchetta per una sua originale «manifestazione» antislamica, che mai si farà, e intanto raccoglie le firme per Zaia gran visir del Settentrione; o dal segretario provinciale della Lega, che nella sera di venerdì 28 ha mancato l’appuntamento con il vicesegretario federale Silvia Sardone, con l’on. Tovaglieri e, ben più grave, con i cittadini! Davvero sono grandi i misteri della consapevolezza politica. L’Associazione Gioberti e pochi altri volenterosi, intanto, continuano a vigilare e presidiare, ad abitare e difendere: non ci schiereremo con i complici già sottomessi o con i rassegnati; non ci lasceremo sottomettere senza resistere; difenderemo a fronte alta la civiltà del presepe.
Alberto GarzoniPresidente Associazione culturale Vincenzo Gioberti
Caro Alberto, la difesa delle proprie idee è sempre apprezzabile e non saremo noi ad alzare il ditino per farle le pulci su questo o quello. Saremmo disonesti tuttavia se lasciassimo intendere che il rispetto delle idee altrui equivalga a condividerle. Non è così. A cominciare dalla premessa: quello che lei chiama un «attacco islamico al presepe» è stato il gesto sconsiderato di una persona affetta da un disturbo mentale. Punto. Utilizzarlo come conferma di uno scontro di civiltà è scorretto. E lo scriviamo da «occidentali» convinti, cioè da persone che mettono la ragione al primo posto e rifiutano di cavalcare istinti e passioni. P.S. Per un dibattito serio sulle differenze di intendere la convivenza civile tra varie culture siamo sempre disponibili, ma non chieda di seguirla gridando «al lupo, al lupo». Così come confidiamo che quella «tenuta in caldo dal segretario della Lega» sia una bufala e non una porchetta. Altrimenti non sarà l’Islam a spazzarci via, bensì i nostri stessi aspiranti scudieri che, temendo scimitarre affilate dappertutto, finiranno per infilzarsi da sé, inciampando sullo spiedo del barbecue. (g.bar.)
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