Alle Politiche occhio al pareggio (e ai pasticci)
Stando ai sondaggi, se si votasse con il sistema elettorale vigente, il risultato più probabile delle prossime elezioni politiche sarebbe un sostanziale pareggio, ovvero il paradosso di avere due diverse maggioranze alla Camera e al Senato. Tradotto: l’ingovernabilità. Per uscire dall’impasse, il Quirinale punterebbe quindi alla formazione di un governo di unità nazionale, sostenuto dalle forze politiche più vicine al centro: Forza Italia, Noi Moderati, Italia Viva, Azione, l’ala riformista del Pd, +Europa. Ammiccamenti in tal senso sarebbero peraltro già in atto tra gli azionisti di Forza Italia e la sindaca di Genova, probabile prossima segretaria del Pd. Renzi e Calenda troverebbero finalmente pace, nonché la «cavàgna» dove fare l’uovo, senza compromettersi con i massimalisti di sinistra o con gli estremisti di destra. Alcuni analisti hanno battezzato l’ipotesi «il porcaio» (copyright Mieli, Montanari, Travaglio, chez madam Lilly Gruber). Sommessamente dissento, considero invece «il porcaio» come l’ipotesi più auspicabile: l’unione di forze moderate, europeiste, pragmatiche e democratiche, le uniche a mio avviso in grado di traghettare il Paese fuori dal pantano.
Germano Mazzali
Brescia
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