Al telefono la voce (falsificata) di mia nipote

Lettere al direttore
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La scorsa settimana ho ricevuto una chiamata sul telefono fisso (nemmeno a posteriori sono riuscito a leggere il numero chiamante). Era mia nipote, che si trova all’estero con il programma Erasmus. In lacrime e singhiozzando ha detto che era all’ospedale, stava malissimo, aveva 40 gradi di febbre e sputava sangue. Non ho avuto alcun dubbio sul fatto che fosse la sua voce, che ovviamente conosco benissimo. Dopo poco mi ha passato un «medico», che, chiamandomi per cognome (diverso da quello della nipote, che è figlia di mia figlia), ha detto che la nipote aveva contratto un’infezione gravissima, che era in pericolo di vita e che l’unico possibile tentativo - anche a detta del primario - per farle passare la nottata era di somministrarle prima di sera tre dosi di un farmaco sperimentale svizzero, che in ospedale avevano, e che costava 4.000 euro a fiala. A questo punto è caduta la linea. Ho cercato di chiamare la nipote sul suo cellulare, che risultava spento. Dopo una serie interminabile e angosciante di tentativi, avendo coinvolto immediatamente anche mia figlia e mio genero, siamo riusciti ad appurare che la nipote stava bene, era in biblioteca a studiare con il cellulare spento. Quanto avvenuto era stato - con tutta evidenza - un tentativo di truffa. Chi ha organizzato questo turpe tentativo, oltre che manipolare la voce di mia nipote - verosimilmente con applicazioni di IA- conosceva il mio numero fisso e il mio cognome. Penso sia opportuno e utile divulgare questi tentativi fraudolenti, evidentemente compiuti da gente senza scrupoli, ma organizzata e in grado di acquisire dati sensibili relativi alle vittime prese di mira.

Angelo Esposito

Caro Angelo, lei fa un servizio utilissimo, raccontando la sua esperienza, così come solerti siamo noi a darne risalto. In un mondo in cui calano - per fortuna - i reati di violenza, ma crescono quelli legati a raggiri e truffe, essere informati e tenere la guardia alta è la prima forma di difesa. L’unica, anzi, poiché una volta imbrogliati, raramente si riesce a perseguire i colpevoli e quasi mai si recupera quanto si è perso. «Estote parati», siate pronti, dicevano i latini. E pronti lo saremo soltanto se gli onesti faranno correre la voce e tutti noi ci dimostreremo prudenti ed avveduti. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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