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Lettere al Direttore

A Gavardo uno sponsor secondo legge

Redazione Web

Lettere al direttore
7 feb 2013, 06:00

Le chiedo di poter intervenire per esprimere un pensiero in merito al tema sollevato dalla Minoranza consiliare gavardese.

Condannare il gioco d'azzardo e a pronostico sic et simpliciter è sin troppo facile e se si fosse coerenti con questa affermazione bisognerebbe, allora, chiedere subito che lo Stato smetta di guadagnare miliardi con decine e decine di giochi d'azzardo e a pronostico sui quali, talvolta, (ricordiamo tutti «Il lotto alle otto») si sono create addirittura intere trasmissioni televisive in primissima serata sulle televisioni pubbliche... e nessuno si è scandalizzato, mi pare! E poi, quanti giornali e televisioni, anche locali, si finanziano con paginate intere di pubblicità per le sale gioco? Cosa facciamo, smettiamo di leggerli, di comprarli, di lavorare per loro? D'altra parte cos'è la Sisal se non una società in concessione proprio dallo Stato? Quindi, quale morale c'è in tutto ciò? Quale coerenza? Quale scandalo?

Il gioco e le ludopatie da «slot-machine» non sono diverse da quelle per il gioco al lotto, per i vari gratta e vinci, totip, casinò, enalotto, superenalotto, ippica, win for life, e via dicendo e le persone spendono e, talvolta, dilapidano le loro risorse, sia con le une che con le altre. Ma sembrano fare notizia solo le slot-machine, mentre basta andare in qualche bar o tabaccheria gavardese per vedere come anziani e giovani (tutti maggiorenni?) passano ore e ore a giocare, tutti i giorni, decide e decine di euro con tutti gli altri giochi che non sono slot-machine. E di questo nessuno si preoccupa!
L'Amministrazione Comunale gavardese, per lo spirito che vorrebbe contraddistinguerla, non si propone di moralizzare i propri cittadini, ma di educarli al rispetto delle leggi vigenti nel nostro Paese, pretendendo che le sale gioco - che sono, ricordiamolo, attività autorizzate direttamente dallo Stato attraverso le Questure - siano rigorose nel rispetto delle disposizioni sul gioco responsabile e sicuro e che nei loro ambienti accedano solo maggiorenni. Discorso diverso, e del tutto legittimo, è quello dell'opinione pubblica che, attraverso i meccanismi democratici di rappresentanza, potrà sollecitare la modifica delle leggi e vietare o limitare il gioco d'azzardo e a pronostico: ma questo non è compito di un Comune. Personalmente credo che vietare il gioco sarebbe solo un modo, da un lato per spingere, chi può, ad andare all'estero e dall'altro per alimentare a dismisura il gioco illegale, fonte di guadagno, da sempre, per la malavita organizzata: il gioco c'è da sempre (e sempre ci sarà!) e non è certo vietandolo che si affronta o si risolve il problema degli eccessi per i quali vale, come sempre, una seria attività educativa e di responsabilizzazione culturale.

Venendo al tema sollevato dalla Minoranza Gavardese: non abbiamo mai presentato la sala giochi come benefattore. Ci fa piacere, però, che delle attività lecite e regolari sostengano delle iniziative culturali di pregio e di qualità. Quante mostre sono sponsorizzate dalla Sisal? Quanti premi, concerti? Qualcuno di scandalizza? Con la differenza però che noi non abbiamo mai pubblicizzato la sala giochi ed il gioco, ma il titolare è sempre stato tanto intelligente e sensibile da non pretendere di comparire con la denominazione della propria attività, ma semplicemente con il proprio nome di battesimo che è ai più sconosciuto e tale sarebbe rimasto se la Minoranza non avesse, lei sì, fatto pubblicità alla sala giochi collegando il nome all'attività. Mi pare una «delicatezza» che fa la differenza tra un positivo mecenatismo, di cui abbiamo bisogno, e per il quale ringraziamo e una qualsiasi pubblicità.

La Minoranza di Gavardo al Centro ci chiede rigore morale? E quale morale vorrebbero si imponesse ai gavardesi se non quella che propone il rispetto delle Leggi vigenti dello Stato di diritto in cui viviamo? Ma forse pensano e vorrebbero un «ideologico rigore morale» che non può, però, guidare una Istituzione pubblica che, solo nel diritto, trova la propria legittimazione costituzionale.

Emanuele Vezzola
Sindaco di Gavardo
 

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