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Italia ed Estero

ESECUTIVO GIALLO-VERDE

Toto-nomi per il premier, c'è anche il bresciano Vito Crimi


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17 mag 2018, 13:12

Vito Crimi, senatore del Movimento 5 Stelle - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Cinque nomi. Sarebbero quelli, stando alle ultime indiscrezioni che circolano nei palazzi romani, attorno ai quali si starebbero concentrando le prove finali d'intesa tra M5S e Lega. I grillini, in particolare, l'avrebbero ormai spuntata sul fronte della nomina del premier, ultimo nodo di rilievo da sciogliere dopo la bozza d'intesa sottoscritta da Di Maio e Salvini.

I pentastellati, in particolare, avrebbero fatto pesare il 32% di voti incassati lo scorso 4 marzo, a fronte del 17% del Carroccio, e avrebbe ormai mandato in archivio l'ipotesi di diarchia a corrente alternata. Il capo del Governo, insomma, potrebbe proprio essere di marca M5S.

E a suffragio di questa prospettiva è la rosa di nomi attorno alla quale si starebbero concentrando i lavori di concertazione tra i due movimenti politici.

Si parla di cinque papabili: quelli di Luigi Di Maio, il 31enne leader pentastellato, che già agli elettori del Movimento si era presentato come candidato premier.

C'è poi Alfonso Bonafede, 41enne siciliano di origini ma fiorentino d'adozione, considerato un uomo di grillo oltre che il problem solver dei pentastellati.

Tertium datur, Vincenzo Spadafora, 44 anni, con un trascorso politico trasversale e un esperienza di vertice all'Unicef.

Da Trento viene invece Riccardo Fraccaro, 37enne fondatore del locale MeetUp, grillino, già candidato alla presidenza della Camera e ministro in pectore per i Rapporti con il Parlamento nei piani di Di Maio.

Da ultimo, ecco appunto il bresciano Vito Crimi: 46 anni, palermitano di Brancaccio, a Brescia dal 2010 per il suo impiego nella nostra Corte d'Appello. Già candidato alla guida della Regione Lombardia nel 2010, è a Palazzo Madama dal 2013, dove è stato tra l'altro portavoce dei pentastellati; attualmente è presidente della Commissione Speciale per il Def.

Quello di Crimi, è il secondo nome che circola in queste ore in vista della definizione di un possibile esecutivo giallo-verde: l'altro è quello della deputata leghista e già assessore alla Protezione civile della Lombardia - Simona Bordonali, per la quale nei giorni scorsi si è parlato di una possibile nomina a ministro.

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