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Suor Lucia Ripamonti Beata, cerimonia in Cattedrale


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23 ott 2021, 11:01

La beatificazione di suor Lucia dell’Immacolata - al secolo Maria Ripamonti, prima di divenire religiosa delle Ancelle della Carità - riconosce la dedizione di una vita interamente spesa al servizio del prossimo, sempre e instancabilmente, anche quando ormai la malattia l’aveva fiaccata nel fisico, ma non certo nello spirito.

Oggi la proclamazione a beata: la cerimonia (rinviata di oltre un anno per la pandemia) è stata celebrata oggi, sabato 23 ottobre, dalle 10 in Cattedrale, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi e delegato pontificio. L'evento è stato proposto in diretta su Teletutto.

Maria Ripamonti è nata ad Acquate in provincia di Lecco il 26 maggio 1909. Il 15 ottobre 1932 è entrata nella Casa madre delle Ancelle della Carità a Brescia dove ha iniziato il periodo di preparazione alla vita religiosa. Dopo il noviziato e i voti semplici, il 13 dicembre 1938 ha professato i voti solenni. Lì è rimasta fino ai primi sintomi della malattia nel maggio 1954. Muore di tumore al fegato il 4 luglio 1954 a 45 anni, pochi giorni prima era stata canonizzata la madre fondatrice delle Ancelle della Carità.

Il 4 ottobre 1991 mons. Bruno Foresti, allora vescovo di Brescia, nominò mons. Rolando Zera, postulatore della Causa di canonizzazione di suor Lucia dell’Immacolata: è l’inizio ufficiale del percorso. Dal 1991 la Causa è stata affidata alla postulatrice, suor Paolisa Falconi delle Ancelle della Carità.

Per la Chiesa cattolica l’esistenza di suor Lucia è stata esemplare, il miracolo avvenuto per sua intercessione certifica che merita gli onori degli altari. Lunedì 13 maggio 2019 papa Francesco ha promulgato il decreto riguardante, appunto, il miracolo attribuito all’intercessione della venerabile serva di Dio Lucia dell’Immacolata.

«La fama di santità che ha accompagnato la vita della Serva di Dio, si manifestò anche al momento della sua morte - si legge nella Positio super vita, virtutibus ed fama sanctitatis (il volume della Causa) -. Le persone che l’hanno conosciuta attratte dal fascino della sua santità, hanno attestato la sua profonda coerenza tra l’essere e l’agire, il suo vivere quotidiano lontana da ogni forma di superficialità o apparenza. La fama di santità è andata crescendo con il tempo e anche oggi è ancora ben visibile. Molte sono le persone che la pregano e ottengono, per sua intercessione, grazie spirituali e materiali». Centinaia le testimonianze raccolte, 36 quelle ufficialmente entrate nel processo di canonizzazione: «Tutti loro hanno sottolineato la sua eroica fortezza; sono stati edificati della semplicità della Serva di Dio, della sua umiltà, presi dal fascino della sua vita straordinaria nell’ordinario. Tutti i testimoni sono persone credibili, sobrie e veritiere nelle loro deposizioni, ben motivate».

La messa di beatificazione è stata appunto celebrata dal card. Semeraro che ha un legame profondo con Brescia e san Paolo VI, proprio sulla tomba di Giovanni Battista Montini è andato a pregare dopo aver ricevuto la berretta porpora da papa Francesco. «Paolo VI - ci ha detto il cardinale Semeraro - è il santo della mia vita sacerdotale, ma è anche il santo da cui ho appreso come si ama, come si dona la vita per la Chiesa».

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