«Nonostante gli sforzi importanti e straordinari in corso da settimane negli ospedali lombardi, non possiamo non affermare, con assoluta responsabilità e consapevolezza dell’importanza di tali parole, che senza ulteriori misure restrittive, corriamo qui seriamente il rischio di veder crollare il primo diritto di un sistema sanitario universale: il diritto alla cura per tutti».
Lo scrivono in una lettera i sindaci dei Comuni lombardi, assieme alla Regione e all’Anci Lombardia, per chiedere «ulteriori misure per la nostra regione, capaci di ridurre maggiormente i contagi, nonché di consentire ai Sindaci coerente e maggiore capacità di garantirne il rigoroso rispetto».
Al Governo si chiedono dunque:
« - La chiusura h24 per due settimane di tutte le attività commerciali e artigianali e dei mercati, (a titolo di esempio bar, ristoranti, gelaterie), consentendo il solo servizio a domicilio. Tali chiusure ad eccezione delle attività di generi alimentari;
- la chiusura degli uffici e servizi pubblici, salvo quelli che adottano la modalità di lavoro smart working e salvo il mantenimento delle funzioni essenziali, a titolo di esempio: servizi sociali, raccolta rifiuti, polizia locale;
- la chiusura delle attività professionali e di impresa che non facciamo ricorso integrale allo smart working, salvo le attività ritenute fondamentali per la produzioni di beni e servizi primari (e le aziende a ciclo continuo e relativa filiera, purché adottino rigorosi controlli e presidi sanitari)».
Nella lettera si chiedono anche misure di sostegno economico per le attività coinvolte dalle ulteriori restrizioni, oltre a fondi per i Comuni, che «rischieranno di non riuscire ad ottemperare al dovere di mantenimento dei servizi di welfare, politiche educative e servizi di sicurezza, nonché a sostenere una minima, ma fondamentale ripartenza del tessuto economico commerciale delle città».
«Si richiede infine certezza di sostegno economico finanziario al trasporto pubblico», si legge in conclusione della lettera.



