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IL PUNTO

Sanità lombarda, il cambio al vertice è caso politico


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10 giu 2020, 13:42
Palazzo Lombardia

Palazzo Lombardia

Trivelli, attuale direttore generale del Civile di Brescia (e in passato alla guida del Niguarda di Milano) dal 18 giugno assumerà l'incarico di direttore generale della Sanità lombarda, divenendo il numero uno dell'assessorato al Welfare dopo Gallera.

Un approdo il suo che in molti a livello politico e non solo hanno letto come conseguenza del tentativo di Regione Lombardia di avviare il dopo emergenza Covid-19. Uno scossone, in altre parole, ai vertice della sanità lombarda che tocca l'attuale titolare dell'incarico, Luigi Cajazzo, ex poliziotto della Mobile di Lecco alla guida del Welfare dal maggio 2018, ora destinato al ruolo di vice segretario generale della Regione con delega all'integrazione socio-sanitaria. 

«Il dottor Luigi Cajazzo sarà al mio fianco, con l'incarico di vicesegretario generale della Regione, per coordinare tutte le fasi dell'evoluzione della riforma sanitaria e della integrazione sociosanitaria. Mi complimento con lui per il lavoro fin qui svolto in un momento particolarmente difficile, durante il quale  non si è mai risparmiato dimostrando grande professionalità. Sono sicuro che il suo apporto risulterà molto importante anche in questa nuova fase di lavoro» sono le parole con cui Attilio Fontana ha voluto annunciare la decisione.

Un cambio al vertice che è divenuto subito un caso politico nella lettura dell'opposizione, che lo legge come un «promoveatur ut amoveatur». «Dopo i primi scossoni, che sono stati l'affossamento del piano sociosanitario la scorsa settimana e il cambio di rotta sulle Rsa, c'è anche la prima sostituzione tra gli uomini che hanno gestito l'emergenza Covid» dichiara il capogruppo del Pd al Consiglio regionale Fabio Pizzul. «Per ora - commenta Pizzul - sono cambiamenti che non toccano la politica, che però è la vera responsabile delle scelte compiute durante l'emergenza e a Palazzo Lombardia sanno bene che rimuovere l'assessore alla Sanità significa accusare tutta la giunta, presidente in primis, degli errori e delle mancanze palesate in questo periodo. Ma è in corso, e vedremo con che esiti, quel cambio di rotta che abbiamo chiesto per settimane e, soprattutto, che abbiamo scritto nella mozione che tanto ha fatto arrabbiare la Lega e che è diventata l'argomento per fermare la commissione d'inchiesta».

Ancor più dura la presa di posizione dell'M5S: «Si scrive Trivelli si legge Formigoni: la sostituzione ai vertici della sanità lombarda è solo di facciata - scrive in una nota Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia -. Cambiando l'ordine dei direttori il risultato non cambia. Il vero cambiamento si deve basare sulla meritocrazia e su una riforma generale della sanità lombarda. Fontana prosegue nella via della spartizione politica, nominando come direttore generale della sanità Marco Trivelli, manager nato all'ombra di Formigoni e cresciuto con Maroni». Per Mammì «all'alba della Fase 3 la Lombardia perde, con la prima mossa di Fontana, la grande occasione di creare discontinuità con il passato».

E se l'assessore Gallera parla di «rafforzamento della squadra della sanità», il diretto interessato, Luigi Cajazzo, dopo aver replicato ai cronisti che preferiva non commentare le ultime novità, ha assicurato di «essere molto onorato per questo nuovo, prestigioso incarico che mi è stato offerto dal presidente Fontana, al quale mi dedicherò, con molto entusiasmo e ogni mia energia. Spero vivamente - aggiunge - di contribuire a scrivere una pagina importante per la sanità in Lombardia, mediante il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, nessuno escluso». «È evidente - sottolinea Cajazzo - che, in questo momento, il mio pensiero di enorme gratitudine va a tutto il personale della sanità lombarda e a tutti coloro i quali, nella Direzione Generale, hanno combattuto, insieme a me, questa terribile battaglia contro un nemico sconosciuto, invisibile, micidiale».

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