Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}
Italia ed Estero

IL RETROSCENA

Nuova Zelanda, l'eroe senza nome che ha disarmato l'attentatore


Italia ed Estero
15 mar 2019, 17:36

È salito a 49 morti e 48 feriti il bilancio dell'attacco armato condotto contro due moschee nella città di Christchurch, in Nuova Zelanda. La polizia ha arrestato tre uomini e una donna ed ha disinnescato alcuni ordigni artigianali. La premier Ardern sottolinea che si è trattato di un «attacco terroristico». A sparare è stato un australiano bianco di 28 anni, Brenton Tarrant, che ha ripreso la strage in diretta streaming e l'ha pubblicata su Facebook.

L'uomo, che pianificava la strage da due anni, l'aveva annunciata su un forum online in cui aveva diffuso un «manifesto» anti-immigrati di 74 pagine. Sui due mitra usati per la strage avrebbe tracciato scritte in inchiostro bianco con riferimenti ad attacchi antichi e recenti contro le comunità musulmane: tra queste, una riportava il nome di Luca Traini, autore dell'attacco contro migranti compiuto a Macerata.

Ma già a poche ore dalla terribile sequenza, anche la strage di Christchurch ha il suo eroe. Non si conosce il suo nome ma è il ragazzo che di solito si prende cura della moschea di Linwood, una delle due attaccate oggi dal 28enne australiano Brenton Tarrant: il giovane a mani nude è riuscito a disarmare l'attentatore, lo ha anche inseguito ed ha cercato di sparargli con la sua stessa arma, non riuscendo però a trovare il grilletto e dandogli così il tempo di scappare, aiutato dai complici che lo attendevano in auto fuori dalla moschea.

A raccontare le gesta di questo giovane al New Zealand Herald è Syed Mazharuddin, uno dei sopravvissuti: «Ho assistito all'attacco, ho sentito colpi di arma da fuoco e ho pensato che chi sparava era molto vicino. Le persone nella moschea - prosegue il racconto del testimone - si sono spaventate e urlavano ed io ho cercato di mettermi al riparo. Quando ci sono riuscito un uomo è passato attraverso la porta d'ingresso principale della moschea, è una piccola moschea, c'erano circa 60-70 persone. Proprio dietro la porta d'ingresso c'erano gli anziani seduti a pregare. L'uomo, che indossava un giubbotto antiproiettile, ha cominciato a sparare alla cieca colpendo chi era davanti alla sua traiettoria. È a questo punto - prosegue il superstite alla strage - che il ragazzo che di solito si prende cura della moschea ha cercato di affrontare il killer e si è avventato sull'uomo disarmandolo. Ha cercato di inseguirlo e anche di sparargli, ma non è riuscito a trovare il grilletto. Gli è corso dietro ma delle persone lo aspettavano in macchina fuori dalla moschea ed è fuggito».

Nella moschea di Linwood sono state uccise sette persone, 41 in quella di Deans Avenue, attaccata per prima, mentre una persona è morta in ospedale per le ferite riportate.

Articoli in Italia ed Estero

Lista articoli