Da oggi la Lombardia è in zona gialla, con il ritorno agli spostamenti tra comuni e province e la riapertura di bar e ristoranti, ma dal mondo politico arrivano da più parti gli appelli alla cautela per evitare che i contagi da coronavirus tornino ad aumentare.
«In questo momento - ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala - rimarrei prudente in generale, abbiamo fatto uno sforzo e non credo che vada vanificato: credo che debba prevalere l'idea della massima prudenza possibile».
«La Lombardia - ha spiegato la Coldiretti - è la regione italiana con il maggior numero di locali per il consumo di cibo e bevande fuori casa. A livello provinciale, il primo territorio è quello di Milano con oltre 18mila esercizi, seguono Brescia e Bergamo».
La riapertura della ristorazione «è una buona notizia per migliaia di lavoratori del settore della regione che conta il maggior numero di locali per il consumo di cibo e bevande fuori casa, e per l'indotto dopo un periodo durissimo», afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e consigliere comunale azzurro a Milano, che chiede risarcimenti adeguati e invita comunque al rispetto delle regole con «comportamenti responsabili».
«La zona gialla è un segno molto positivo, perché significa che i lombardi hanno rispettato le regole, ma non vuol dire liberi tutti», dice l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. «Non dobbiamo commettere gli errori dell'estate - ha aggiunto - per cui l'atteggiamento responsabile deve essere un modo con cui nei prossimi mesi accompagniamo ogni nostra azione».



