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Italia ed Estero

IL QUADRO

Il virus non si ferma, in Lombardia la circolazione è «rilevante»


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12 giu 2020, 21:33
Una termo camera misura la temperatura ad un uomo -  Foto © www.giornaledibrescia.it

Una termo camera misura la temperatura ad un uomo - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il virus non si ferma, l'epidemia non è finita: la criticità resta bassa, ma in alcune aree - Lombardia, Lazio, Puglia - la circolazione è «rilevante». E ciò deve invitare a «mantenere alta l'attenzione», a insistere «con l'igiene individuale e il distanziamento fisico» e a «rafforzare i test e i tracciamenti», in modo da tenere sotto controllo l'epidemia.

Il ministero della Salute e l'Iss hanno reso noto l'ultimo monitoraggio, relativo alla settimana 1-7 giugno, e i dati non sono del tutto confortanti. «Complessivamente - è stato spiegato - il quadro generale dell'impatto dell'infezione in Italia rimane a bassa criticità», tuttavia «persistono in alcune realtà regionali un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevati, seppur in diminuzione» e «in alcune parti del paese la circolazione» del virus «è ancora rilevante».

In realtà, in «quasi tutta la penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio» e ciò evidenzia come l'epidemia in Italia di Covid-19 «non sia ancora conclusa». Molti dei casi notificati «verosimilmente hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima, ovvero tra la prima e seconda fase di riapertura (cioè tra l'11 e il 25 maggio)». Le regioni monitorate sono tutte con l'indice di trasmissibilità Rt sotto l'1.

In testa con zero contagi resta la Basilicata mentre in coda c'è la Puglia con un Rt a 0,94 contro lo 0,78 della settimana precedente (25-31 maggio), seguita dal Lazio a 0,93 contro lo 0,75 e la Lombardia con lo 0,9 (0,91).

Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, tranquillizza. La situazione epidemiologica, spiega, «continua a migliorare e l'incidenza di Covid è in diminuzione pressoché in tutte le regioni»: «Naturalmente - però avverte - il virus continua a circolare anche se a bassa intensità, per cui non si può escludere l'occorrenza di possibili focolai».

E le autorità, ha aggiunto, «devono intervenire prontamente per contenerli». Anche il dato giornaliero dei contagi da Covid continua a salire, con un incremento di 393 casi rispetto a ieri, quando si era registrata una crescita di 379.

Il dato più corposo resta in Lombardia, dove i nuovi contagiati sono 272 in più, pari al 69,2% per cento dell'aumento giornaliero in Italia. Il numero dei casi totali è arrivato a 236.305. Numeri a cui si aggiungono quelli più drammatici sui decessi, arrivati 34.223: 56 vittime nelle ultime 24 ore, di cui 31 in Lombardia.

Il governo intanto si prepara a combattere il Covid in tutta Italia potenziando i mezzi già messi in campo. Oltre alla app Immuni - disponibile da lunedì in tutta Italia e che oggi, per la prima volta, ha fatto partire l'alert da tre positivi in Liguria - nei prossimi mesi potrebbe abbassarsi ulteriormente il costo di mascherine di Stato, attualmente al prezzo calmierato di 50 centesimi.

Lo ha ribadito il Commmissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, che ha parlato anche dell'ulteriore tassello della strategia, i test sierologici. Oggi, ha detto, si stenta a farli «per paura: ma saremo presto al 50% del campione, si superino i timori e ne usciremo». Intanto, però, anche i contagi sul lavoro (47mila dall'inizio dell'emergenza) continuano, nonostante la fine del lockdown. E Bergamo è la città con il primato negativo sui decessi di persone che si sono ammalate a causa della loro professione.

Secondo il quarto report nazionale dell'Inail, al 31 maggio sono stati registrati circa 3.600 casi in più rispetto al monitoraggio precedente del 15 maggio. In generale dall'inizio dell'emergenza, il 71,7% dei contagi ha riguardato donne e il 28,3% uomini. L'età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni, mentre quella dei tecnici della salute è la professione più coinvolta: l'84% sono infermieri.

Il settore della sanità e assistenza sociale registra il 72,5% delle denunce, seguito dall'amministrazione pubblica con il 9,1%. La maggior parte delle denunce di contagio arriva dal Nord-Ovest con il 55,8% (Lombardia 35,5%), nel Nord-Est sono il 24,4% (Emilia Romagna 10,2%), al Centro l'11,8% (Toscana 5,6%), al Sud il 5,8% (Puglia 2,5%) e nelle Isole al 2,2% (Sicilia 1,2%). Riguardo ai decessi, rispetto al monitoraggio del 15 maggio sono 37 in più.

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