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POLITICA

Giornata da scheda bianca alla Camera e al Senato


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23 mar 2018, 11:51
SCHEDA BIANCA

È una giornata da scheda bianca quella che apre la 18esima legislatura. Saltate tutte le trattative della vigilia tra Cinque Stelle e Lega oggi i parlamentari non riusciranno ad eleggere i nuovi presidenti dei due rami del Parlamento.

Dodici i bresciani a Roma, quattro al Senato e otto alla Camera. Stefano Borghesi, leghista eletto al Senato, fa parte dell’ufficio di presidenza nella prima seduta presieduta da Giorgio Napolitano.

 

«Grande emozione, qui si fa il Paese», è il primo commento di Giuseppe Donina, camuno neo eletto alla Camera come Simona Bordonali, Paolo Formentini e Eva Lorenzoni. «Qui per rappresentare il territorio bresciano», hanno detto dopo aver fatto un tour a Montecitorio. Per Simona Bordonali, prima tappa è stato il centro medico. «Ho avuto un problema a un occhio, ma ora tutto bene», dice. 

 

Simona Bordonali all'esordio in Parlamento

 

Raffaele Volpi, al terzo mandato si aggira in Transatlantico da padrone di casa. «Vediamo che succede, Berlusconi vuole l'accordo con il Pd», discute con i colleghi. 

Claudio Cominardi, dei Cinque Stelle, non nasconde l'emozione. «Sono al secondo mandato ma è sempre emozionante entrare in questi palazzi». Nessun dubbio sulle presidenze. «No a condannati, quindi Romani al Senato per noi non passa».

Alfredo Bazoli e Marina Berlinghieri, unici eletti Bresciani nelle file del Pd alla Camera, aspettano le mosse degli altri. «Per noi oggi è scheda bianca, se c'è spazio il Pd si inserisce nelle trattative».

Tra i neo senatori c’è Adriano Paroli, al debutto a Palazzo Madama dopo 17 anni alla Camera. «È sempre un'emozione - spiega - Come andrà a finire? È complicato, vedremo...».

Dentro il palazzo, al primo piano, tra i busti di Cavour, Mazzini, Garibaldi i senatori si salutano, leggono i giornali, sorseggiano caffè alla Bouvette, chiacchierano con i giornalisti nella sala Garibaldi. La seduta doveva iniziare alle 10.30 ma tutto resta sospeso per ore: la giunta per le elezioni deve risolvere il nodo subentri e il caso Sicilia, dove i 5 Stelle non hanno abbastanza candidati ridpetto ai posti ottenuti. Così per due ore si chiacchiera nei corridoi ricoperti da moquette rossa, tra senatori, parenti, mogli, figli, selfie e interviste. Casini saluta l'ormai ex presidente Grasso, Renzi passa svelto e si riunisce con i suoi, Bossi prende posto in aula, in attesa che la XVIII Legislatura entri nel vivo.

 

 

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