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Italia ed Estero

IL CASO

Acqua di Chiara Ferragni, interrogazione in Parlamento


Italia ed Estero
10 ott 2018, 13:35

Il senatore bresciano di Fratelli d’Italia Giampietro Maffoni ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione sul caso di Chiara Ferragni.

La blogger ha prestato il suo nome ad una collaborazione con l’acqua Evian che commercia bottiglie da 75 cl col logo Ferragni al prezzo di 8 euro.

«Il Rapporto ONU sull’acqua - scrive Maffoni nell’interrogazione parlamentare - sottolinea lo stretto legame tra povertà e risorse idriche: il numero di persone che vive con meno di 1,25 dollari al giorno, infatti, coincide approssimativamente con il numero di coloro che non hanno accesso all’acqua potabile. Si stima che muoiano 3.900 bambini ogni giorno per scarsità d’acqua e circa il 10% di tutte le malattie mondiali potrebbe essere evitato migliorando fornitura di acqua».

 

Il testo dell'interrogazione parlamentare di Giampietro Maffoni

Poi l’accusa a Chiara Ferragni: «Premetto - scrive Maffoni - che nel libero mercato l’abilità imprenditoriale di un individuo si premia da sola, e se vi è qualcuno che sente la necessità di spendere 72,50 euro per una confezione da 12 bottiglie, non vi è nulla di illecito. Mi chiedo però - aggiunge il senatore di Fratelli d’Italia - se non sia il caso che una donna che ha il potere di influenzare milioni di giovani che la seguono sui social (15,2 milioni solo su Instagram), non possa rivedere i suoi investimenti in un’ottica diversa».

Per questo Maffoni chiede al Governo «quali politiche di sensibilizzazione all’utilizzo dell’acqua vuole attuare, in particolare rivolte ai più giovani, agli studenti e a tutte quelle persone che necessitano di una educazione ambientale ancora troppo assente nella nostra società».

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