Italia e Estero

Unione universitari, finanziati solo 11mila posti in studentati

Studenti universitari di ‘’Cambiare Rotta’’ protestano fuori il Senato per contestare il convegno ‘Per un'universita’ nuova in un'Italia migliore’ organizzato dal ministero dell’università e della ricerca, Roma 27 febbraio 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI
Studenti universitari di ‘’Cambiare Rotta’’ protestano fuori il Senato per contestare il convegno ‘Per un'universita’ nuova in un'Italia migliore’ organizzato dal ministero dell’università e della ricerca, Roma 27 febbraio 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI
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ROMA, 07 MAR - L'Unione degli Universitari lancia l'allarme: il governo sta tradendo gli impegni presi con l'Unione Europea sulle residenze universitarie. In gioco ci sono 1.198 milioni di euro. "Abbiamo visionato gli atti pubblicati dal ministero per verificare quanto è lontano il target dei 60mila posti letto, da realizzare entro giugno 2026. La verità emersa è inquietante: l'Italia ha accumulato un ritardo incolmabile. Ad oggi, risultano finanziati soltanto poco più di 11 mila posti. A questo ritmo, l'Italia sarà costretta a restituire i fondi e migliaia di studenti rimarranno senza alloggio", denuncia Damiano Di Giovanni dell'Udu. Per questa ragione, il sindacato studentesco ha chiesto un incontro urgente al Ministro Foti: "Serve trasparenza. Il Ministero dell'Università parla di 22mila posti letto ma non ci fidiamo, probabilmente molti non hanno nemmeno concluso l'iter. Ora vogliamo sapere quali misure intende adottare il governo per evitare il disastro. Ogni ulteriore ritardo o taglio ai finanziamenti comprometterebbe il diritto allo studio". A metà marzo l'UDU presenterà un dossier dettagliato sulle falle del sistema di finanziamento e sul numero reale di alloggi finanziati. Nel frattempo, l'Unione degli Universitari torna a scrivere alla Commissione Europea per mantenere alta l'attenzione sugli alloggi e sulle borse di studio. "Due anni fa piantavamo le tende in tutti gli atenei. Avevamo chiesto un impegno alla politica, denunciando come il progetto Pnrr sugli studentati non funzionasse e chiedendo finanziamenti aggiuntivi. Non ci hanno ascoltato. Ora chiediamo ai parlamentari nazionali ed europei di incalzare Governo e Commissione Europea, affinché si tutelino gli studenti e il diritto allo Studio. Non è giusto, alla fine a rimetterci per gli errori del Governo saremo soltanto noi studenti" conclude Di Giovanni.

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